Festival Internazionale di Regia Fantasio Piccoli

Sabato, Novembre 28th, 2009 | News, Teatro, Varie

(Con la partecipazione del nostro Vincenzo Albano…)

Il 24, il 25 e il 26 novembre 2009 il Centro Sociale Marco Biagi di Mercato San Severino ha ospitato un evento di portata internazionale: il Festival Internazionale di Regia Fantasio Piccoli. Sebbene la prima serata sia saltata a causa di un black out in tutto il Comune, nelle due serate successive si è riuscito ugualmente a mostrare il lavoro dei sei registi concorrenti.

Il Festival Internazionale di regia Fantasio Piccoli è organizzato dalle compagnie Gianni Corradini ed EstroTeatro di Trento ed è costituito di 12 festival territoriali in Italia e 3 festival europei, in Germania, in Spagna e in Francia. Il festival territoriale di Mercato San Severino, in cui sono stati selezionati i registi provenienti dalla macroarea di Salerno, è stato organizzato con la collaborazione delle associazioni Interlunium e Compagnia Stabile Città di Mercato San Severino, ed ha avuto come direttore artistico il regista e attore Alfonso Capuano.

Ogni anno il Festival propone ai registi concorrenti un unico testo da rappresentare in soli 18 minuti, lasciando loro la massima libertà: i registi possono tagliare o riscrivere il testo a loro piacimento e sfruttare al massimo la loro fantasia e la loro creatività. Il testo proposto quest’anno è stato Le Baccanti di Euripide. La giuria, composta da giornalisti, esperti di teatro, studenti del DAViMuS, membri della Compagnia Stabile e appassionati di teatro, ha valutato durante le due serate le diverse e originali riscritture del testo e le particolari scelte registiche di ogni concorrente.

Durante la prima serata, il regista Giuseppe De Vita, da Napoli, ha proposto una versione poliziesca della tragedia, ispirandosi a fatti di cronaca avvenuti nel napoletano, e inserendo nella scenografia un proiettore che gli ha permesso di sfruttare il video per raccontare i flash-back e per allargare idealmente lo spazio scenico. Il secondo concorrente, Angelo Perotta da Frattaminore, ha proposto una interessante riscrittura del testo, facendone una parodia che lo stesso regista ha inserito nella tradizione dello spettacolo comico nello stile di Massimo Troisi: attraverso le sue gag e il visibile affiatamento dei tre attori in scena, Angelo Perotta ha capovolto la tragedia trasformandola in commedia e mostrandone il significato attraverso una velata ironia, quella del riso che allo stesso tempo invita a riflettere, non soltanto sui contenuti, ma sull’importanza stessa che viene comunemente data al testo. L’ultimo concorrente della serata è stato Vincenzo Albano da Mercato San Severino, allievo del corso di Laurea DAViMuS presso l’Università degli Studi di Salerno, che ha portato in scena, con la partecipazione di due sole attrici, allieve della scuola di teatro comunale Jacques Copeau, una sintesi del quinto episodio della tragedia, cercando di reimmergere il testo nel suo ‘habitat naturale’, attraverso l’uso di musiche provenienti dal mondo greco e rimanendo fedele al testo originale.

La seconda serata ha visto in scena come primo concorrente Vincenzo Maria Lettica, da Napoli, con il gruppo Libero Teatro Vivo, che ha interpretato Dioniso come un regista (lui stesso) che controlla la vita dei personaggi sulla scena attraverso lo spostamento di un fascio di luce. Eliminando buona parte dei dialoghi e lasciando spazio soltanto ai gemiti di Agave durante il parto, al riso di Penteo e al pianto di Cadmo, Vincenzo Maria Lettica ha cercato di mettere in evidenza il concetto di ‘cattività’ che ha ritrovato nel testo delle Baccanti, e l’idea del matricidio. Il quarto concorrente, Valentina Mustaro da Salerno, con il gruppo La Ribalta, ha puntato molto sulla coreografia e sull’uso delle musiche, cercando di mettere in evidenza i temi del travestimento, dell’apollineo e del dionisiaco in contrasto, e il tema della follia. Per ultimo si è esibito il gruppo I Faticattori, con la regia di Chiara Becchimanzi da Latina, che ha inserito la tragedia di Euripide nella cornice di una satira grottesca, in cui un gruppo di buffoni, aiutati da un nano (Dioniso, il despota della situazione), mette in scena e ‘sfotte’ il testo delle Baccanti, sollevando la questione dell’ironia nel testo di Euripide e della satira nei confronti delle forme di potere, anche attraverso la tragedia. La morte di Penteo, in questa interpretazione, viene vista come quella di un capro espiatorio, la cui fine è necessaria alla sopravvivenza di un determinato stato di cose: come per chiudere il cerchio, alla fine della rappresentazione i buffoni ricominciano a raccontare la stessa storia e, non potendo far rifare Penteo alla stessa persona, cercano una vittima da sacrificare tra il pubblico.

Le informazioni sui vincitori di questa sezione territoriale del festival saranno disponibili prossimamente sul sito www.festivalregia.it. La selezione finale si terrà a Trento l’11, il 12 e il 13 dicembre.


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39 commenti to Festival Internazionale di Regia Fantasio Piccoli

Valerio
30 Novembre 2009

Buonasera a tutti,e specialmente al “manipolato”… “autore”… di questo articolo.
“Manipolato” perchè il “fascio di luce di Dioniso” proveniente dall’università di Salerno,sà benissimo quale strada illuminare…
“Autore” perchè quando si parla di autori, si parla di persone colte e preparate nell’ambito in cui essi sguazzano,cosa non presente nelle parole spiocciole e sbrigative che troviamo qui sopra…

Mi ritrovo molto deluso nel dover constatare che alla fine delle pilotate serate del festival, non si trovi neanche il coraggio di elogiare chi, a parte il merito a tutti gli effetti della vittoria, ha presentato dei lavori di alto livello.
Forse troppo alto per chi, come si nota, di teatro ne capisce ben poco.
Insulti? Non direi proprio. Dati di fatto? Esatto.

1.”Angelo Perotta da Frattaminore, ha proposto una interessante riscrittura del testo, facendone una parodia che lo stesso regista ha inserito nella tradizione dello spettacolo comico nello stile di Massimo Troisi: attraverso le sue gag e il visibile affiatamento dei tre attori in scena, Angelo Perotta ha capovolto la tragedia trasformandola in commedia e mostrandone il significato attraverso una velata ironia, quella del riso che allo stesso tempo invita a riflettere”
…Innanzi tutto il paragone con Troisi mi sembra anche un po una bestemmia,ma se non ci tenete voi all’enorme figura del beniamino…
In questo caso il nostro fiero scrittore (di cui non si conosce neanche il nome…forse per la vergogna…chissà…)parla di una “velata ironia che fa riflettere” mentre per il gruppo di Chiara Becchiminza parla di uno “sfottere il testo”…
Credo,a mio umile giudizio, che chi ne capisce di teatro, avrebbe detto esattamente l’opposto.

2.”Il quarto concorrente, Valentina Mustaro da Salerno, con il gruppo La Ribalta, ha puntato molto sulla coreografia e sull’uso delle musiche”
Certo, senza dubbio è vero, se noi vogliamo chiamare “coreografia” 5 corpicioni senza senso che al massimo possono tendere ad una stilizzazione del movimento fino a renderlo simbolico e astratto (spero che si capisca di cosa sto parlando…) e che truccati da un grottesco “corvo teatrale” non pensavano certo ad una coreografia…
Ma volendo dar ragione all’autorino, se puntavate alla coreografia,credo sia meglio trovarsi un lavoro..e alla svelta…

3.”la regia di Chiara Becchimanzi da Latina, che ha inserito la tragedia di Euripide nella cornice di una commedia musicale, in cui un gruppo di barbone burlone, aiutate da un nano (Dioniso, il despota della situazione), mette in scena e ‘sfotte’ il testo delle Baccanti, sollevando la questione dell’ironia nel testo di Euripide e della satira nei confronti delle forme di potere, anche attraverso la tragedia. La morte di Penteo, in questa interpretazione, viene vista come quella di un capro espiatorio, la cui fine è necessaria alla sopravvivenza di un determinato stato di cose: come per chiudere il cerchio, alla fine della rappresentazione le burlone ricominciano a raccontare la stessa storia e, non potendo far rifare Penteo alla stessa persona, cercano una vittima da sacrificare tra il pubblico.”

Cerchiamo di fare un pochettino di luce sul teatro…
Innanzitutto viene definita una commedia musicale,ma forse, sempre se era presente…,il nostro eroe (ebbene si,parlo sempre di te,OH CARO AULICO AUTORE) era assorto in un “MAMMA MIA” proiettato sul suo I POD…perchè altrimenti non si trova spiegazione cosciente alla sua definizione per due fondamentali punti. 1…di commedia c’è ben poco,dato che si apre con un coro tragico e prosegue con citazioni di famose opere d’arte quali “la pietà” o sulla falsa riga di grandi autori quali kubrick e tarantino nella scena dello sbranamento, dove si gioca il contrasto tra le immagini truci ma simboliche e la musica allegra.
2. di musicale,oltre al servizio nobile che la musica presta alle immagini,c’è solo un inizio dove i poveri attori e la regista cercano di spiegare ad un ignorante autore la storia dei buffoni, i cacciati…e non burloni…Buffoni…ma forse la musica dell’I pod era troppo forte per cogliere bene le singole paroline dette in scena.

Piccola Nota dell’autore. (io…)
Commedia musicale è una commedia (per prima cosa…e sembrerà strano ma è fondamentale che sia così) dove il testo viene lanciato IN musica…e non SU musica…questo solo per cultura personale.

Per quanto riguarda il cercare tra il pubblico una nuova vittima…(oh signore…ma eri andato al bagno???dimmi di si…)gli attori parlano in chiare lettere di un gioco di riflesso tra la figura di Penteo che tenta di trovare la verità e il pubblico che nel compiere questa missione è ugualmente in pericolo nei confronti di un despota al potere. (CHIARO IL GIOCO DEGLI SPECCHI?)

Saluto l’autore pertanto,dicendogli/le di non scoraggiarsi perchè non scrive affato male in termini letterari,ma che lasci fare la critica a chi di teatro se ne intende.
Provi con il calcio, la salernitana gioca in casa del mantova la prossima settimana…mi aspetto uno straordinario commento tecnico!
Cordiali saluti.

Pasquale Candela
30 Novembre 2009

Ma vuoi vedere che siccome il “nostro” Vincenzo Albano è uno studente dell’università e in giuria c’era una rappresentanza universitaria… noooooo non ci voglio nemmeno pensare…
La solita presa in giro, anche nel vostro caso si è dimostrata una bassezza è uno squallore simile solo alle selezioni per veline e grande fratello…
Farò il possibile per indagare su questa storia, innanzitutto cominciate a pubblicare le schede della giuria (in versione originale), cercherò di sputtanarvi nel modo piu’ efficace possibile, non è per niente chiaro nè il criterio di selezione delle regie, nè la scelta dei giurati stessi.
“Pensar male è peccato ma ci si indovina quasi SEMPRE”…
W L’ITALIA!

Pasquale Candela
30 Novembre 2009

…ah dimenticavo… grazie Valerio!

sydney
30 Novembre 2009

Io sono l’autorinA dell’articolo.

Innanzitutto, mi vorrei scusare con chi si sente offeso dalle mie poche conoscenze sul teatro e dal fatto che, nonostante ciò, provi a scriverne. Da qualche parte bisogna pur cominciare: sono membro di una compagnia, serve qualcuno che scrive con facilità, scrivo io. Certo spesso scopro di aver detto cazzate e allora correggo e imparo. Ed è esattamente quello che volevo fare adesso, quando mi sono connessa. So che avrei dovuto farlo prima, ma dal momento della pubblicazione dell’articolo ho recitato in due spettacoli e non ho avuto il tempo. Chiara Becchimanzi mi aveva appunto scritto ieri, privatamente, chiedendomi di modificare ‘barbone’ in ‘buffone’ e di chiarire la storia della commedia musicale. Purtroppo quando scrivi un articolo di fretta, tra le 50000 cose che devi fare nella vita, non sempre trovi le parole giuste. E’ una questione non solo di conoscenze, ma anche di esperienza. Io sono dispostissima alle critiche, purché, come nel caso della Becchimanzi che mi ha scritto ieri, non siano offensive, soprattutto su questo sito che non è il mio blog personale ma il sito di una compagnia che nasce come luogo di incontro e di crescita, e non come un posto in cui giocare a chi se la tira di più. Nella nostra compagnia c’è chi studia la teoria del teatro fa anche pratica, e chi fa soltanto la pratica del teatro. Io sono del secondo tipo, almeno per il momento.
Ecco spiegate le mie pecche sull’articolo, che presto troverete corretto, perché l’ho promesso ieri a Chiara Becchimanzi.

Quanto alle critiche sul festival, siccome io ero soltanto una giurata (e credo che la mia inesperienza e la mia ignoranza in fatto di teatro mi abbia reso ancora più imparziale), non credo di poter rispondere in prima persona.
Posso limitarmi a dire che, da quel che ho visto, il festival non era pilotato (ho sentito dire che il lavoro di Chiara Becchimanzi è risultato primo, con il piccolo inconveniente che superava abbondantemente i 18 minuti e che premiarlo non sarebbe stato corretto nei confronti di chi invece ha rispettato l’unico limite imposto).

Infine vorrei dire che non vorrei, con il mio articolo da autorinA ignorante quale sono, aver fatto passare la mia compagnia per una compagnia di guitti. E non vorrei nemmeno che i risultati del festival avessero fatto quest’effetto. Per questo vi invito a vedere i nostri spettacoli.
E vi invito anche a considerare che i toni erano un po’ eccessivi. Accettiamo i commenti e le critiche di tutti, ripeto, ma non che ci si rivolga come a dei cretini.

Se ci sono altre perplessità, noi siamo qui.
Ah, e quanto a Massimo Troisi, ho una mia particolare idea su cosa viene catalogato come cultura alta e come cultura bassa, su cosa consideriamo degno dire o imitare e come, che qui non vale la pena raccontare. E’ stato Perotta a dire che in particolar modo aveva imitato il genere di Troisi, rispondendo ad una mia domanda. E io non penso che Troisi si sarebbe offeso. Ma questo, ovviamente è discutibile, e visto che Troisi è morto e non può rispondere, non vale la pena uccidersi per questo.

Spero di non aver impappinato troppo di nuovo.

Sydney
30 Novembre 2009

Ho appena corretto l’articolo come mi era stato educatamente chiesto da una regista.
Mentre scorrevo la pagina mi è ripassata sotto la parola ‘manipolato’, che prima non avevo commentato, e che merita.
Soltanto perché sono membro di questa compagnia e amica di Vincenzo Albano, non vuol dire che io sia manipolata e questo non te lo dico in qualità di addetto stampa, ma in qualità di persona.
Cerco, ovviamente, di scrivere il meglio e tralasciare il peggio e di usare sempre toni positivi con TUTTI, ma ‘manipolato’ è un’altra cosa e io, ignorante come sono (lo ripeto) ho la grande dote di non dividere mai il mio cervello in comune con nessuno.
Un autore manipolato avrebbe scritto ‘uh che bravo il nostro Albano!!!’, ma io ho parlato di tutti e di tutto e se mi manca qualcosa, pacienza, non sono il padreterno. Credo che l’intenzione dell’articolo si vedesse lontana da un chilometro e che proprio quella parola ‘manipolato’ sia fuori luogo, della serie noi qui e la parola in Nuova Zelanda.

Valerio
30 Novembre 2009

Grazie per la tua tempestiva risposta.
Non credo di aver fatto passare il messaggio che siete una compagnia di guitti,nè di avervi parlato come a dei cretini,ma forse la mia ironia burlonesca non è passata…
E’ giusto che si inizi pur da qualche parte,ma veramente, scrivi a mano e fatti correggere da quelli che appartengono alla categoria 1 (che fanno e studiano teatro)della tua compagnia…si evitano tante storie e tante figuracce…
Per il resto pacienza! e buona carriera da scrittrice!!!

Valerio
30 Novembre 2009

…ah dimenticavo…prego pasquale!

Pasquale Candela
1 Dicembre 2009

Credo sia una emerita buffonata non premiare un lavoro che sfora di qualche minuto, causa forse anche il grande impianto audio messo a disposizione che ha creato problemi per ben 5 attacchi musicali, con tre ritardi e 2 interruzioni dovuti esclusivamente alla scarsa qualità dello “stereo”. Detto questo, se Chiara Becchimanzi non è stata premiata perchè ha sforato pur avendo presentato la migliore regia, vuol dire che non c’è interesse da parte di chi organizza a far passare un lavoro, come palesemente dimostrato, molto curato nei dettagli scenici e registici. Invece a Mercato San Severino si premia chi svolge il compitino rientrando(?) nei 18 minuti richiesti mettendo in secondo piano il fattore “QUALITA’”.
Ora, concedetemi una piccola riflessione personale, facendo riferimento alle 2 regie presentate prima di quella della Becchimanzi, credo che abbiamo notato tutti (almeno chi il teatro un minimo e senza presunzione lo ha studiato) che lasciassero molto a desiderare, tecnicamente parlando, al di là del gusto. Quindi rifletto e dico: ma non è piu’ logico, stando a quanto scrive l’autrice nonchè giurata, che essendo la Becchimanzi prima in classifica si chiede alla stessa di ridurre di qualche minuto lo spettacolo per rientrare nei parametri temporali richiesti anzichè far vincere Albano che “probabilmente” (ma noi che non c’eravamo quella sera non lo sapremo mai) rientra nel tempo richiesto ma sicuramente non ha presentato la stessa qualità di regia? Non sarebbe stata una buona vetrina anche per gli organizzatori di Mercato San Severino portare in finale un lavoro completo e competitivo come quello della Becchimanzi? Però Albano è uno studente dell’Università di Salerno… e la Becchimanzi? Cavolo laureata in Arte e Scienze dello Spettacolo con 110 e lode MA A ROMA!… e allora tutti insieme consigliamo alla Becchimanzi di iscriversi all’Università di Salerno, impegnarsi per cercare di laurearsi entro un anno, partecipare alla prossima edizione del Festival di Regia a Mercato San Severino e sperare che poi in giuria non ci siano quelli dell’Università di Napoli sennò so cazzi amari…
Fermo e costante sui miei pensieri:
“Pensar male è peccato ma ci si indovina quasi sempre”
Pasquale Candela

Pasquale Candela
1 Dicembre 2009

Cara Sidney, per quanto riguarda la questione “manipolato”, non mi pronuncio piu’ di tanto,non mi riguarda, ma scrivere “il nostro Vincenzo Albano” , dal mio punto di vista, signifa già essere palesemente schierati, quindi non so quanto imparziale… sicuramente hai usato toni pacati e anche gentili con gli altri registi, ma mi sa tanto di “contentino”… ti presenti comunque come una scrittrice e non puoi fare altrimenti…

“Pensar male è peccato ma ci si indovina quasi sempre”
Pasquale Candela.

claudia
1 Dicembre 2009

Ciao a tutti,
sono una delle attrici che ha presentato il corto teatrale di Chiara Becchimanzi. Mi è stato comunicato adesso il verdetto della giuria: siamo stati i più votati, ma eliminati a causa della durata. Mi dicono che l’esibizione di quella sera è arrivata ai 25 minuti invece di fermarsi ai 18.
Allora, cari signori, stiamo parlando di una performance teatrale non di un film in cassetta!
E’ ovvio che Chiara ha lavorato sulla durata richiestale dal concorso, ma a quello bisogna aggiungere tutta una serie di variabili, conosciute benissimo da chi fa teatro:
Faccio l’attrice da più di 10 anni e sono una di quelle che non si chiuderà mai in scena alla permeabilità della serata. Sono un animale da palcoscenico, se il pezzo piace, allungo, ci sguazzo, mi ci diverto, perchè sono viva sul palco, non sono un pezzo di scenografia. Se la giuria è costituita da persone che il teatro lo conoscono, sanno di cosa sto parlando. In particolare per il comico, quanto possono variare i tempi rispetto alla reazione del pubblico? Il gioco sta tutto la’… mi ha detto un giorno un clown…
Se il pezzo di Chiara quella sera è durato 25 minuti, a parte le questioni tecniche (il lettore cd che si mangiava manciate di importantissimi secondi), è perchè ce lo avete chiesto voi. E a dimostrarlo c’è una votazione. Invito i concorrenti che hanno chiesto esplicitamente alla giuria di eliminare il nostro pezzo a causa della durata, di ritornare ad indossare gli abiti della dignità e farsi da parte.

sydney
1 Dicembre 2009

Ragazzi…
Io purtroppo non posso rispondere dei problemi con l’audio e di tutto il resto.
Posso rispondere ai primi commenti in cui si diceva che i criteri di selezione non erano chiari e dire che un criterio di selezione c’era: i 18 minuti. Questo non vuol dire che io creda che si possa cronometrare ecc ecc: io non ho mai fatto la regista, ma certo posso intuire che stringere i tempi non sia facile come lo sarebbe con un corto cinematografico (quando sono in scena non mi cronometro le battute). Non mi sto schierando sulla storia dei minuti: sto semplicemente dicendo a chi si lamenta dei criteri di valutazione, che in effetti, se andate sul sito http://www.festivalregia.it, un criterio (uno solo!) c’era, ed erano i 18 minuti. Aggiungo (e non sarei tenuta a farlo), che ho dato a Chiara Becchimanzi il massimo dei voti (nella mia classifica lei era in cima), anche perché quella sera non stavo con l’orologio in mano. Ma comunque, ci sono delle regole ed è giusto farle rispettare. Sono sicura che Vincenzo Albano sarebbe stato ugualmente escluso se avesse abbondantemente superato il limite.

Quanto a ‘il nostro Vincenzo Albano’, il mistero è presto svelato: se pubblico l’articolo sul sito di questa compagnia, chiaramente ci tengo a mettere in evidenza che uno dei partecipanti è un membro della compagnia. L’articolo, tra l’altro, è stato scritto prima che si sapesse il vincitore (il 27 novembre), ed è stato pubblicato prima di tutto su http://www.irno.it, dove la dicitura ‘il nostro Vincenzo Albano’ non compare, in quanto lo scopo dell’articolo era informare sul festival e basta. Ho aggiunto quel sottotitolo soltanto quando ho pubblicato l’articolo su questo sito, ma se hai letto bene, avrai notato quanto spazio ho dedicato agli altri e quanto poco ne ho dedicato ad Enzo. Se fossi stata così manipolata, ne avrei dedicato molto di più, o avrei scritto un articolo solo su di lui.

Detto questo, le mie scelte quando scrivo sono criticabilissime. Ho già pensato di far rivedere quello che scrivo a chi studia al Dams, più volte, ma non sempre c’è il tempo. Sono sicura che sappiate com’è incasinata un’associazione, specialmente quando non ha una sede (ufficiale ce l’ha, ma ufficiose troppe), e quando i suoi componenti sono sempre in giro per il mondo a fare qualcosa. E comunque, quelle che tu chiami figuracce, a me sembrano soltanto piccoli incidenti di percorso che mi aiutano a imparare qualcosa di nuovo. Non ne esco come l’esperta di teatro, ma non mi sono mai firmata come tale, quindi… A me pare che la etichetti come figuraccia soltanto perché si vuole ‘pensare male’.
Beh, sì, a pensare male spesso ci si azzecca, ma comunque sarebbe difficile a Mercato San Severino comporre una giuria di persone che non siano nemmeno un pochino connesse con l’Università di Salerno, come a Roma sarebbe difficile comporre una giuria che non ci azzecca niente con un’università di Roma. Pensare male sì, ma non troppo, se no si diventa miopi. Altrimenti, la prossima volta ci tocca fare un conocorso a San Severino e vietare la partecipazione ai sanseverinesi per evitare che, se il sanseverinese vince, gli altri pensino che è raccomandato.
Insomma, una giusta misura alle cose, no?

chiara
1 Dicembre 2009

Eccomi, la Becchimanzi.

Sentite ragazzi, quello che scrivete è tutto giusto…anche tu, Sidney. E’ giusto far rispettare il regolamento…ma dovrebbe essere rispettato sempre (tipo dovrebbe essere vietato stare un’ora e quaranta a provare e portarsi i fari da casa - come ha fatto Vincenzo Maria).
Volevo solo sedare le polemiche informandovi che ho appena parlato con Mirko Corradini, e che a Trento spetta legiferare su questa nuova situazione (nuova anche per loro) che, così com’è, non prevedrebbe alcun vincitore - né io, perchè ho sforato (a causa del fatto che ho potuto provare poco e avevo uno stereo da prima guerra mondiale); né Vincenzo Albano, perché il regolamento non prevede che qualora venga eliminato il primo vinca il secondo e qualora il secondo rinunci vinca il terzo (il terzo su 6!!!!…) Però, anch’io invito i due concorrenti della mia serata a ritirare le lamentele…a cosa sono servite?
E’vero che i 18 minuti erano l’unica regola, ma la Giuria ha avuto l’intelligenza di apprezzare il Lavoro, l’Idea, a prescindere dalle lentezze tecniche che sono eminentemente CONTINGENTI ad ogni replica!!! Non parliamo di robot programmabili, ma di corpi VIVI! A meno che non si proponga un lavoro a pochi attori (e non era il mio caso) o perfettamente calcolato, come un orologio (e sarebbe stato orribile) non si può mai essere certi di stabilire la durata! Se la Giuria ha votato, ha votato! E la Giuria è inappellabile…e ha avuto la sensibilità di non badare ai minuti. Solo che qualche regista piccolo piccolo ha fatto la voce grossa…chissà a cosa gli sarà servito poi..

sydney
1 Dicembre 2009

uhf! finalmente hai risposto anche tu, Chiara. Mi stavo cominciando a chiedere che fine avessi fatto!
:-)
Scopro anche che ci sono molte cose che sia io, sia i burloni che ci additano come manipolati, che parlano di festival pilotati e che parlano di Enzo forse senza nemmeno conoscerlo, non sapevamo. E menomale, che la verità non è mai in possesso di uno solo.
Spero che la questione si risolva presto, per tutti.
Sui registi piccoli piccoli non so che dire (era un pezzo della storia che mi mancava), a parte che anche a me ha seccato aspettare tutto quel tempo.
Vediamo che succede adesso.

ROBERTO
1 Dicembre 2009

Tralasciando eventuali commenti sul simpaticissimo Valerio(grande conoscitore del teatro e delle sue tecniche,peccato però che non sappia nemmeno che “perché” vuole l’accento chiuso!),ci tengo solo a precisare che il “manipolato” festival tanto manipolato non lo è,altrimenti il bistrattato Vincenzo Albano avrebbe vinto già l’anno scorso. Sì cari indagatori,Albano ha partecipato come regista anche all’edizione precedente ma non mi risulta sia andato in finale!…Ah dimenticavo,anche l’anno scorso la giuria era composta da persone del davimus…allora?!!!…noooo!…e non ha vinto lui!…mannaggia!!!…meditate gente.

vascello1988
2 Dicembre 2009

caro Pasquale, caro Valerio, ecc. ecc.
Vi ringrazio dal profondo del mio cuore per la merda che mi state gettando addosso…

Ma ci conosciamo per caso? Mi avete mai visto su un palcoscenico? Avete mai potuto tastare la qualità delle mie regie? Avete per caso visto il mio “compitino� A me pare di no.
Compitino? Ma Compitino de che? Ma ho per caso mai criticato o messo in dubbio, senza averlo visto in precedenza, un tuo lavoro? No!

Credo di essere una persona abbastanza seria, non amo scadere in discorsi bassi con parole ancora più basse ma…quando la cattiveria è gratuita i coglioni iniziano un pò a roteare in senso sia orario che antiorario.

Ci tengo a precisare alcune cose:
Sabato mattina mi chiamano da Trento e mi dicono che, in quanto vincitore della sezione di salerno, avrei dovuto comunicare loro tutti i dettagli tecnici e le varie esigenze relative allo spettacolo, all’ospitalità, ecc.
Io, siccome sono un emerito “COGLIONE†e sapevo di avere in tasca la vittoria della selezione di Salerno sapete cosa avevo fatto in precedenza? Avevo in programma spettacoli in teatro proprio in contemporanea con le finali di Trento!
Riferisco immediatamente a Daniele, il mio interlocure trentino, che nn posso salire per impegni precedentemente fissati; lui mi risponde “ma tu sapevi che in quel periodo c’era la finaleâ€, al che io rispondo “ma io mica sapevo di vincere?â€. Della serie “meglio un uovo oggi che…â€

In quanto al “Manipolato†Festival sarei molto cauto con le parole…la giuria “pilotata†o fascio di luce dionisiaco dell’università di salerno (che ha premiato il lavoro di Chiara Becchimanzi) non è poi tanto pilotata se nn ha messo il sottoscritto in cima alla classifica…OPS! chiedo scusa… qualcuno di voi sicuramente penserà che la “pilotata†giuria, conscia del fatto che Chiara Becchimanzi sarebbe stata squalificata, l’ha caricata di voti per dare una parvenza di serietà alla cosa!…Anzi, è stato Vincenzo Albano ad insinuare nell’orecchio degli altri concorrenti il reclamo poichè egli conosceva anzitempo i risultati della votazione!

Cari colleghi, posso darvi un consiglio? Datevi al romanzo giallo.

E poi, se risiedo a Mercato San Severino ed esistono le selezioni territoriali perché non dovrei partecipare alla selezione a me più vicina? A questo punto andiamo tutti a Trento per 10 giorni con un a prima selezione e poi una finale(dalla quale i trentini, ovviamente, sono esclusi d’ufficio). Mi giunge voce, tra l’altro, che anche presso altre selezioni regionali hanno partecipato gruppi locali, e non credo ci siano state polemiche…dico io a cosa servono le selezioni regionali se poi nn possono parteciparvi coloro i quali sono più vicini? Mah!

Per Chiara e Claudia:
Sono totalmente d’accordo con voi col fatto che il limite dei 18 minuti è un qualcosa su cui non ci si può fossilizzare. Purtroppo il regolamento lo accettiamo tutti nel momento in cui decidiamo di partecipare e ogni suo articolo, anche se ci pare ingiusto, va rispettato pena l’esclusione…ora, se il lavoro è valido si può anche chiudere un occhio ma se qualcuno reclama c’è poco da fare.

Profondamente amareggiato per le cattiverie gratuite e la merda gettatagli addosso
Vincenzo Albano

P.S: caro Pasquale: Pensar male è peccato, ma tacciarmi di broglio la trovo proprio una cosa di cattivo gusto.

chiara
2 Dicembre 2009

Vincenzo, io non ho visto il tuo lavoro, e pertanto sia chiaro che non parlo affatto della performance, nè di compitino, nè di nulla, perché non l’ho visto. Ho un profondo rispetto per chiunque si avventuri nel teatro in questo paese di merda. Però mettiti nei miei panni: non sono stata avvertita repentinamente quanto te dello svolgimento delle cose, ho trovato il tuo nome sul sito senza che mi si facesse sapere nulla (anche se, fuor di modestia, sapevo che lo spettacolo era arrivato, era piaciuto…e nessun giurato mi ha chiesto o fatto osservazioni sui minuti)…Secondo me parlare di broglio è un’esagerazione, ma comunque, da regolamento - visto che bisogna rispettarlo - se uno dei concorrenti e alcuni dei giurati sono legati da pregressi rapporti lavorativi il concorrente deve cambiar sede! Allora anch’io faccio il festival a Latina e mi porto mio padre mia madre mio zio e due attori della mia compagnia, imparziali da morire ma pur sempre legati a me! Io non discuto affatto sull’imparzialità e la competenza della giuria (sarei sciocca a farlo, hanno premiato me!), discuto sul cavillo di regolamento (uno degli stessi cavilli che ha comportato la mia eliminazione). Sono cavilli, ma se valgono per me… valgono per tutti! O no? Il regolamento, come giustamente e saggiamente mi ricordi, va rispettato…ma succede una cosa simpatica: che tutti guardano il pelo nelle uova altrui e non vedono la trave nel proprio occhio!(forse me compresa!) Io ho sforato non perché la scrittura fosse più lunga dei 18 ma perché avevo sul palco 8 attrici, un nano e una violinista e le disfunzioni tecniche dovute alle prove irrisorie sono state UN BOTTO…ma era un rischio che volevo correre perché nulla è più emozionante di vedere 10 persone tutte insieme su un palco!Perché non siamo stati fermati al 18esimo minuto?
Detto questo, riguardo all’articolo di Syd, volevo precisare che in una conversazione privata e molto molto pacata io le avevo già chiesto di correggere alcune cosette, quindi per me (e sono sicura anche per lei) la cosa finisce lì.
Preciso ancora che per Trento, dati i suddetti elementi, NON ESISTE ALCUN FORMALE VINCITORE. Nè io, né te, né nessuno. Sono in attesa di sapere. E durante questa attesa, prego i miei “sostenitori”=) di sospendere questa bagarre che sta facendo incazzare tutti e senza alcun risultato. Io non voglio insultare nessuno, né metter in dubbio l’onestà di nessuno, né l’operato artistico di nessuno. Io rispondo con cavilli ai cavilli. A fare un buon teatro siamo in pochi, ci conviene rimanere in contatto piuttosto che scannarci…e magari anche aiutarci, se capita! No?
Detto questo, sono sicura di non avervi offeso, ma chiedo scusa ugualmente, e spero che questo sia l’ultimo commento su questo blog. E mi dissocio dagli interventi più aggressivi, sia in un senso che nell’altro.

sydney
2 Dicembre 2009

Chiara!
Ma ovviamente la cosa per me finiva lì.
E’ per questo che sono contenta che tu abbia preso parte alla discussione in prima persona: si stava comunque indirettamente parlando di te!

Quanto alle relazioni pregresse con un concorrente, capisco quello che vuoi dire, ma ti posso garantire che siamo veramente in pochi ad occuparci di teatro a San Severino. E comunque nella giuria non c’erano ‘parenti’ di Albano. Ieri per scrupolo di coscienza mi sono anche fatta due conti, e gli esponenti del suo corso di laurea in giuria erano veramente pochi, quindi tutte le maldicenze non reggono. Detto questo, se ti si attacca con dei cavilli, giustamente fai altrettanto per farti valere.
Per quanto mi riguarda, ti ho dimostrato ancor prima di questa storia di voler rimanere in contatto con te (e ho fatto lo stesso con altri partecipanti) per collaborare magari in futuro. (Questo ci tengo a precisarlo e a renderlo pubblico, anche ai membri della mia compagnia che ancora non lo sapevano, perché credo sempre e nonostante tutto che il teatro sia cooperazione innanzitutto e competizione soltanto per gioco. Non esiste arte dove ci si scanna).
In bocca al lupo a tutti.

Valerio
2 Dicembre 2009

Carissimo Vincenzo Albano,
non credo assolutamente di aver messo bocca sul tuo pezzo (che è quello di cui tu mi accusi)…
Se ti leggi per bene quello che io ho scritto all’inizio, contestavo solamente tutti gli errori commessi dall’autore dell’articolo per quanto riguarda il teatro…Capendo che poi era anche un giurato…a chi facciamo vedere i pezzi teatrali se i giurati parlano di commedie musicali…burloni…?Chi può giudicare dei pezzi se non ha le possibilità conoscitive per farlo?
tutto qui.
Come potrai vedere poi, mi sono subito tirato indietro nel momento delle discussioni tra di voi per le scelte…i vincitori…i 18 minuti…
Non sono un attore che ha partecipato al festival,tanto meno un regista.
Ho solamente visto gli spettacoli,e avendoli visti mi sembrava corretto,far notere gli errori prettamente teatrali,a chi aveva scritto il pezzo.
NON HO GIUDICATO NESSUNO DICENDO QUESTO LAVORO E’ STATO MEGLIO DI QUELLO O VICEVERSA.
Ma non so se hai letto tutto quello che ho scritto o ti sei fermato su “manipolato” e “pilotato”.
Quindi se non vuoi che criticano i tuoi lavori senza averli visti (cosa che mi trova pienamente daccordo con te) non menzionarmi nei tuoi messaggi come uno dei denigratori del tuo lavoro senza aver letto cosa ho scritto.
Tranquillamente saluto e ti faccio merda merda merda per i tuoi spettacoli in programma.
Valerio

Antonio Sellitto
2 Dicembre 2009

Credo sicuramente che la nostra Sydney trarrà giovamento da tutte le osservazioni fatte da Valerio. Bisogna effettivamente riconoscere che in tali manifestazioni sarebbe necessaria una giuria di esperti, ovvero di persone che fanno e studiano teatro. Apparentemente Valerio sembrerebbe un buon giurato, anche per il nostro Rota in Festival. Magari se ci fornisse tutte le sue credenziali (giornale dove recensisce, un suo articolo, laurea o titolo affine) potremmo anche contattarlo. Tuttavia, mi chiedo quale fine intenditor di teatro non conosce anche la grammatica italiana. Leggendo, infatti, solo l’ultimo post di Valerio (il primo è troppo lungo e poco interessante per me che di teatro capisco molto poco) mi accorgo che usa molto semplicemente frasi del tipo “Se ti leggiâ€, “che criticanoâ€. Credo, pertanto, che il caro Valerio farebbe molto meglio a riconoscere prima tutte le sue lacune grammaticali e solo successivamente a muovere le sue critiche. E’ fuori dubbio che la validità della preparazione culturale di Valerio può essere valutata solo sulla base di quello scrive (in maniera del tutto anonima).

P.S. Faccio notare che in molte manifestazioni culturali, la durata dell’opera è un requisito estremamente importante. Mi sembra che al festival di Sanremo, ad esempio, vengano scartate tutte le canzoni con una durata superiore a 3 minuti e 40 secondi.

Sydney
2 Dicembre 2009

Valerio.
Mi trovo a dover rispondere di nuovo del mio articolo, purtroppo, e della mia partecipazione nella giuria.
Innanzitutto, sebbene io stessa abbia evidenziato (non avrei dovuto, forse, essere umile, per non farmi ulteriormente trattare come una deficiente che sta nella giuria per un caso fortuito), delle mie mancanze in quanto a competenze, alcune delle cose che ho scritto non sono semplicemente errori (come nel caso di ‘commedia musicale’ o ‘burloni’, cosa che avevo risolto con Chiara prima che intervenissi tu a giudicare cosa è culturalmente accettabile e cosa non lo è - e grazie davvero! aspettavamo che fosse Valerio a dircelo!), dicevo, alcuni non sono errori, ma semplicemente interpretazioni diverse… a te può non piacere il lavoro di Perotta, a me sì. E su questo sì che si può dire che l’autore non è imparziale, ma non sulla quantità di spazio e di attenzione dedicata a tutti i partecipanti in un articolo che parlava di TUTTO il festival.
Detto questo, avevo anche in precedenza precisato che, anche se non mi sono laureata al Dams, ma in Lingue e Culture Straniere (ho un bagaglio di esperienze che molti miei coetanei si sognano e nonostante ciò non addito senza conoscere persone che fanno qualche errore, come tutti - credo che l’ignoranza sia il motore della conoscenza ed è per questo che mi definisco ignorante, e non lo ritengo assolutamente un difetto, anzi… mi permette di non aggredire la gente senza sapere la verità!), dicevo… anche se ho precisato che non sono laureata al Dams e quindi non posso considerarmi un’esperta di teatro, io sono una che FA teatro.
FACCIO teatro da 7 anni più o meno. Ormai non più a livello amatoriale (anche se non ho mai ambito a fare l’attrice da grande). Per questo, se non conosco le parole giuste per spiegare uno spettacolo, avete ragione, ma che io non sappia riconoscere quanto è fatto bene o quanto è fatto male o quanto siano o non siano bravi gli attori o quanto sia buona una regia, non sta né in cielo né in terra.
Per questo suggerisco a Valerio, come lui lo suggerisce a me, di informarsi prima di giudicare.
Io posso vantarmi di non aver giudicato nessuno nel mio articolo, perché ho riservato la stessa dose di curiosità a tutti.
E comunque (scusami lo sfogo scortese che avrei voluto risparmiarmi): chi t’ sape?

Mi scuso con tutti per questo commento, ma chi mi conosce lo sa: non mi sarei messa in giuria se avessi saputo di non essere affatto all’altezza, e non mi sarei nemmeno messa a scrivere gli articoli se non avessi saputo che, nonostante alcune mie lacune, io sono in grado di farlo. Qui si sta mettendo in discussione anche la mia integrità e la mia credibilità e francamente mi irrita, perché tutto questo è assolutamente fuori discussione.

Saluti a tutti.

Ah! Valerio. Magari puoi iscriverti alla nostra compagnia. Sono alla ricerca di qualcuno che mi aiuti nell’ufficio stampa. Sei così bravo! E sai avere dei toni così diplomatici! Sono sicura che ci saresti utile.

Ludovica
2 Dicembre 2009

Sono rimasta in silenzio a leggere di incoerenze da brivido e continuerei a farlo con molto piacere se un elevato e poco conosciuto senso di giustizia (che per molti non esiste nemmeno nell’angolino più recondito della propia coscienza ma che per quanto mi riguarda, per uno strano caso del destino, mi accompagna dalla nascita) non facesse capolino dal mio piccolo cuoricino (lasciamoci pure andare a termini spiccioli di romanticismo… che colorino pure di rosa, azzurro e verdino questo blog che è stato da “umilissimi” pittori colorato di merda… oh, scusate, che brutta parola ho usato ma io non volevo… non volevo tacciarvi di ridicolo, prendervi per culo facendo squallide ironie sulle conoscenze (o non-conoscenze?) di qualcuno sul TEATRO (che invece, fortunatemente, persone “forestiere” hanno, mentre a noi umili personcine provenienti dal popolino di un paesuccio della periferia del salernitano non è dato conoscere!!!). Gli esamini del cazzo (sì qualche parolina fuori luogo qualche volta la sparo anch’io!) fateli all’Università (ovviamente quella di Roma, perché in quella di Salerno non penso potreste trovare professori alla vostra altezza). Ma voglio portare anche io il mio gossip, la mia scoperta della serata… la mia chicca: pensate che il “nostro Vincenzo Albano” si è dato anche allo spionaggio… Sì, si è intrufolato certamente in una delle laboriose prove della Becchimanzi ed ha copiato la già citata trovata geniale della Pietà di… Michelangelo? Non so se sia lui… ma sì è senz’altro Michelangelo Antonioni(non vi scatenate con insegnamenti altisonanti… ovviamente è una battuta!).
Scrivevo… si è dato allo spionaggio: come può essere possibile che una piccolissima mente coltivata e concimata nel minuscolo orticello dell’Università di Fisciano (ebbene sì l’Università salernitana non ha sede neanche nella ben nota cittadina campana, bensì in un paesotto di 300 anime compresi i greggi)abbia partorito un’idea così felice?
Ma adesso basta parlare di teatro perché non vorrei dilungarmi su di un argomento che mi è molto ostico e del quale conosco poco o nulla… Parliamo di.. umiltà? No, non penso proprio che sia questa la sede… Allora… (quanto mi piaccino i sospensivi… tac tac tac e vedi impressi sullo schermo degli ometti in lontananza ma molto molto in lontananza, in fila indiana… non vi sembra una riflessione sublime?) dell’importanza del giudizio del PUBBLICO: di qualsiasi provenienza egli sia? A tale proposito, voglio raccontarvi un’altra cosa… a volte mi diletto, nel tempo libero, a fare l’attrice (con la a minuscola) ebbene… pretendo che il pubblico, all’entrata, invece del cappotto o del soprabito lasci curriculum e titoli: non riesco ad esibirmi se non so di avere un auditorio qualificato, non per niente… non mi sento capita, apprezzata… mi comprendete, vero? A chi arriverebbero le mie seghe mentali (posso farmele pur essendo donna, no?)? Ma ho di nuovo parlato di teatro, cazzo! No… torniamo su di un campo nel quale sono ferrata: mio figlio oggi ha fatto cacca nel water senza sporcarsi nemmeno un po’ la mutandina… Olè! Grande conquista… molti di voi lo conoscono, ovviamente… siamo tutti imparentati e quindi capite perfettamente quanto sia testardo e capoccione su certe cose: è per questo che sono molto orgogliosa dell’affare pupù… Cielo erano anni che non scrivevo su di un blog, ci sto prendendo la mano… mi sembra di essere tornata bambina (altra ondata di romanticismo… lo spiego a quei pochi che forse non colgono queste finezze…). Che altro dire… ah, sì! Parliamo di invidia: la mia. Sono invidiosssssissssima (professori, mi potete passare questa abbondanza di s?) del tempo che ancora possedete… le miliardate di secondi che potete impiegare a sparare cazzate e coglionate (scusate ma sono tornata teenager anche nell’uso della parolaccia… a proposito syd ho scritto bene quella parola straniera… sempre se sei in grado di rispondermi con la tua laurea, di serie b, in lingue… e il tuo Erasmus di provenienza Università di Fisciano… e i tuoi due anni di vita in Inghilterra… e il tuo anno di vita in austria/belgio/germania… fa’ un po’ tu perché non mi ricordo più dove cavolo sei stata…). Ecco, mi sono persa di nuovo, non devo fare più indigestione di sospensivi! Ah sì, parlavo della mia invidia: vi svelo il mio sogno. Tornare indietro (indietro tutto attaccato?) di 4 anni, meglio 5 la pancia mi sarebbe d’intralcio, e passare le ore delle mie giornate ad insegnare a gente che non me l’ha chiesto cose che non conosco, aiutata da un inesistente senso ironico e satirico (non so se ci azzecca ma mi piaceva),e cercare di scoprire il giallo che aleggia su di una sperduta cittadina del sud Italia ma famosa per la raccolta differenziata (hai visto? qualcosa da noi potete impararla!!!) in tutta Europa, nella quale un organizzatore da quattro soldi ha tentato, coperto dal mistero più buio, di far “espatriare” un cervello del posto… Bello, bellissimo, chissà se il mio sogno si realizzerà mai… qualcosina di grande però è già accaduta. E’ mezz’ora che perdo tempo a digitare lettere che formano parole che formano frasi, o periodi (se vi piace di più), che però non digito perché offendano o colpiscano nessuno, sia chiaro… lo faccio perché oggi voglio prendermi un po’ di tempo per me e sottrarlo al mio lavoro, a mio figlio, a mio marito, alle faccende domestiche, alla cena che non riuscirò a prepare… ma mi sono divertita… è stato solo questo: non ce l’ho con nessuno, non penso male di nessuno, non odio nessuno… sono troppo buona!!! Sogni d’oro, e buon Natale a tutti!

P.s. Non sono laureata, quindi non ho fatto alcun master, non parlo bene nessuna lingua estera, non conosco a fondo l’italiano nè alcunché, non ho mai capito il mistero della Trinità: pensate io debba morire o basta solo che non parli di ciò che non conosco a fondo?(Esiste qualcuno che conosce veramente ma veramente a fondo qualcosa? La conoscenza è un pozzo senza fondo… E dopo la commozione per queste sagaci frasi filosofiche, devo correre in bagno a recuperare un pezzettino di carta igienica per soffiarmi il naso! Per quanto riguarda la storia della Trinità: penso che qualcuno di voi conosca bene l’argomento… me lo spieghi?)

N.B. Penso che questo sarà il mio unico e solo intervento sul vostro bel blog… non posso permettermi altre perdite di tempo, vogliate scusarmi… Caspita quanto mi mancherete!

Maria Ludovica Zagari (l’anno scorso ero in giuria anch’io, effettivamente che giurie di merda che sceglie sto str… di organizzatore! Sono l’unico elemento che è stato eliminato, ma come mai? Ah, dimenticavo non sono all’altezza (in ogni senso!))

Vincenzo Albano
3 Dicembre 2009

caro valerio
Hai affermato nel tuo ultimo intervento: “NON HO GIUDICATO NESSUNO DICENDO QUESTO LAVORO E’ STATO MEGLIO DI QUELLO O VICEVERSA”… Precedentemente hai parlato di “pilotate serate del festival”?

Se le serate sono PILOTATE vuol dire che tu hai fatto un giudizio poichè presumi, senza aver visto, che un determinato prodotto sia migliore di un altro.
E’ questo fatto che nn va bene.

Comunque in tutta questa polemica c’è una sola vittima, è il nostro teatro…credo proprio che difficilmente un concorrente della selezione di Salerno parteciperà alla finale di Trento. Vi è piaciuta la guerra dei poveri? Bene! “Puzziamoci” pure dalla fame e continuiamo pure a sputarci in faccia come tanti guappi che non possono far altro che restare rinchiusi nel loro piccolo basso napoletano.
Vincenzo Albano

chiara
3 Dicembre 2009

Ommioddio ma quanta polvere si è alzata???? Capisco la sete di autorivendicazione ed egocentrismo, condita di perpetuazione di autoaffermazione, ma così si esagera! Prego tutti di prendere le parole scritte da tutti su questo blog per quello che sono: OPINIONI, SFOGHI, ECC…Ma chi può permettersi di insinuare alcunché sulle vite altrui? Sulle esperienze altrui? Si sta sindacando sul percorso di vita di Syd, mio, di Vincenzo, di Ludovica o di Valerio??? Qui si sta parlando di un singolo avvenimento che ci ha visto tutti, per un motivo o per un altro, interessati (dunque venire a dire in un blog di gente che fa teatro che un discorso sul teatro è poco interessante mi sembra quantomeno azzardato…): il FESTIVAL DI REGIA! E qui non si parla di persone, di interiorià, di percorsi di vita, si parla di 6 spettacoli, di ciò che ha votato la giuria e delle REGOLE di un Festival cui tutti abbiamo aderito!
Quindi che nessuno si senta offeso nel profondo del suo percorso emotivo perché è davvero fuori luogo! Sapete ognuno di noi-voi quante gioiedolorifatichetraumidifficoltàdecisioniesperienze soddisfazioni ecc (all’infinito) avrebbe da raccontare? Non inneschiamo per favore questi meccanismi figli della frustrazione! Nessuno parla di popolino, CAZZO IO SONO NAPOLETANA DI ORIGINE, i miei sono di PORTICI e SAN GIORGIO A CREMANO, ma chi si sognerebbe mai di declassare uno studente dell’Università di Salerno….ma voi siete matti…
Detto questo, conscia di essere inattaccabile dal momento che la mia grammatica è perfetta (altrimenti sono guai, eh?), aggiungo che a Trento stanno guardando i video, poi decideranno.
Per Antonio: Festival di Sanremo? =) ma andiamo…andiamo!!!! Una canzone ha una base precisa, un minutaggio che rimane invariato a meno che il cantante non si lasci andare a impro a cappella stupendo Pippo Baudo, la Clerici e tutti i mostri sacri appresso…ma di che parliamo? Ma per favore…Festival di Sanremo? Un pezzo di teatro è fuoco vivo di attori in scena…chissà cosa può succedere durante una replica? Una volta stavamo facendo Amleto e nel duello finale la spada è volata tra il pubblico. L’attore ci ha messo 5 minuti in più per decidere come morire!!!Non c’era più la spada, e mimarla sarebbe stato davvero squallido…ma questo è solo uno sciocco buffo esempio…

NOI NON ABBIAMO VISTO IL LAVORO DI VINCENZO! Ma in ogni caso sapere di essere primi CON 1046 VOTI e di essere stati eliminati E’ UNA ROSICATA PAZZESCA, e se voi mettete amore in quello che fate potete capirmi…altrimenti no.

sydney
3 Dicembre 2009

:-(
ma come nessuno?!
che amarezza.

sydney
3 Dicembre 2009

‘…venire a dire in un blog di gente che fa teatro che un discorso sul teatro è poco interessante mi sembra quantomeno azzardato…)’

Chiara!
Beh ormai siamo andati tutti fuori topic, cmq giusto per farti capire: chi scrive le cose che hai citato appartiene alla scuola (dalla quale tutti noi della Compagnia veniamo) di chi crede che la sete di conoscenza sia un gran bene, ma che il teatro sia vivo e bello fuori dagli intellettualismi e le seghe mentali. E’ per questo che mi permetto di fare l’addetto stampa senza avere nessuna corona d’alloro in testa e che tutti i membri della compagnia fanno qualcosa impegnandosi innanzitutto come persone (siamo medici veterinari, impiegati, ricercatori in termodinamica, studenti, attori e registi di professione, tecnici informatici, linguisti, laureandi in medicina, bidelli laureandi in giurisprudenza, mamme, figli, mariti…). E lo so, qui non si discuterebbe del nostro percorso individuale, ma qualcuno (non tu. non sei tu che hai alzato il polverone) è partito con il piede sbagliato e io, siccome sono fiera della mia compagnia, ci tengo ad informare chi visita questo sito (è un sito più che un blog), che il nostro valore aggiunto è proprio l’amicizia che ci lega, il fatto che quando io torno dai miei viaggi e vado a teatro mi sento finalmente a casa. E non solo, il nostro valore aggiunto è il fatto che riserviamo agli altri la stessa attenzione che vorremmo che fosse rivolta a noi e che quest’amicizia cerchiamo di non tenercela per noi, ma di usarla per conoscere gli altri e per crescere.
Ma sì, è un discorso moralista, ma sticazzi. Io ci credo veramente.
Noi siamo gente che fa teatro con il figlio di Ludovica che gira per casa e che non sa fare la pupù al posto giusto, in una stanza con il neon e senza palcoscenico, in una piazza dove non si degnano di spegnerci la fontana, per la strada, nel soggiorno degli amici, spesso senza avere nemmeno i mezzi sufficienti per farlo dignitosamente, e lo facciamo perché è divertente ed è bello e perché ci crediamo. E’ questa la nostra realtà. E per me è al di sopra di qualsiasi libro si possa leggere e di qualsiasi parolone si possa usare.
Per questo, dire in un blog di gente che fa teatro che un discorso sul teatro non è interessante vale a dire che astrarre il teatro dalla sua realtà, con tanti intellettualismi eccessivi, equivale a farlo morire.
Mi scuso con tutti per essere uscita fuori tema, ma ormai tra protagonismi, ‘io so’, e bla bla bla, ci voleva una spiegazione più approfondita del perché in questa compagnia non tutti siamo e non tutti ci definiamo esperti di teatro, ma comunque, questo non ci vieta di continuare a farlo.

E’ pur sempre il sito della compagnia… non del festival…

:-) io auguro il meglio a tutti! E che la situazione di Trento si risolva. E se non si risolve, hai voglia di occasioni belle nella vita!

Antonio Sellitto
3 Dicembre 2009

Ci tengo a sottolineare che il mio precedente intervento è volto soltanto a far presente a qualcuno che la necessità di far correggere prima gli articoli non è richiesta solo a Sydney.

P.S. Per quale ragione il “lasciarsi andare a impro a cappella†non dovrebbe essere sinonimo di “fuoco vivo†di un cantante?

chiara
4 Dicembre 2009

Perché la musica, la base musicale, l’accompagnamento orchestrale, come da regole di composizione, ha un andamento strutturale ben definito e ciclico: strofa, ritornello, strofa, strofa, ritornello, gran finale…la stessa natura della composizione musicale che noi chiamiamo “canzone” (non pezzo jazz o altri generi) coltiva in se stessa il senso della sua finitezza: ha un nucleo base, e tale nucleo viene presentato ai concorsi (o a Sanremo); poi, il cantante, durante i concerti, può decidere di far fiorire ogni pezzo a suo piacimento. Ma non può in sede di concorso rallentare, allungare o accorciare a seconda del feedback del pubblico, perché la struttura compositiva della canzone glielo impedisce, a meno che non lo decida in precedenza. Così non è per il pezzo teatrale, che a seconda del pubblico può cambiare, evolversi, trasformarsi ogni secondo, con la complicità della sensibilità degli attori…in questo sta la sua magia: nessuna replica può assomigliare ad un’altra, e che -citando Bergson e le sue definizioni di tempo- non ha un “tempo” oggettivo bensì una durata soggettiva su cui influiscono miriadi di fattori contingenti: lo spazio scenico nuovo, i mezzi tecnici, le reazioni del pubblico, le emotività di ogni attore, le risate durante i pezzi comici, l’errore (sempre in agguato) ecc. ecc…

Riguardo alla correggibilità, ognuno di noi è correggibile e sa bene di esserlo. Ma Valerio non è un giornalista, non scrive da nessuna parte e non recensisce nulla.

Syd, io vi ammiro per la passione, e per tutto quello che hai scritto. E capisco che il fascino e la magia del teatro stia nel fatto che se ne possa parlare fuor di intellettualismi. Ma, vedi, noi l’abbiamo studiato, è la nostra unica ragione di vita, io l’ho approfondito dal punto di vista teorico e pratico, ci ho fatto due tesi di laurea, ho partecipato a stage, conferenze, pippe mentali e corsi accademici, nonché a spettacoli di ogni tipo, professionistici e amatoriali (con la compagnia di papà facciamo De Filippo, teatro dialettale, anzi saremo a Polla il 20 dic con Filumea Marturano, se vi fa piacere venite che io faccio l’amante stronza=) mi si addice eh?), e a festival, rassegne, concorsi e manifestazioni istituzionali…L’amicizia di cui parli la sento e la comprendo, perché è quella incrollabile che mi lega al mio gruppo…Perciò è da tutto questo studio e questo sapere e questa amicizia che derivano le perplessità…Noi sappiamo di fare un buon teatro, diverso da quello che si vede in giro, e trovarci segati anche in una manifestazione del genere - che ci pareva scevra, immune da ogni ambiguità - ci ha addolorato. Quindi qualcuno - anche non componente in senso stretto del gruppo - si è lasciato andare a critiche esposte troppo sarcasticamente perchè gli sembrava assurdo che qualcuno parlasse di qualcosa senza conoscerlo a dovere. Come se io, giurata di un concorso letterario, mi mettessi a disquisire di un pezzo in gara riferendomi ad un saggio in inglese, originale, di Joyce…confondendo il flusso di coscienza (tecnica che mi pare lui abbia addirittura coniato) con una descrizione realistica! E dicessi invece di Flaubert che la sua Bovary è di stampo espressionista! Ora, se lo pubblicassi, un linguista o un letterato qualsiasi si troverebbe nel pieno diritto di dirmi “OH! ma che cazzo scrivi=)? Ma come fai tu che non sai un bel nulla a recensire i pezzi in gara?ecc. ecc. “…Non pensi?
Anche l’arte letteraria però vive di chi la legge, come il teatro vive di chi lo guarda e si emoziona, dunque non è così importante sapere a che stile si riferisce ciò che si sta leggendo o vivendo da spettatori, sono d’accordo: molto più importanti sono le sensazioni che si vivono. Ma se importanti sono solo le sensazioni, allora non è importante una cosa sterile come il minutaggio, e si ritorna al punto di partenza…
Mi dispiace molto che si sia scivolati in toni così aggressivi, soprattutto per te che ti sei dimostrata corretta, umile e appassionatamente incisiva.
E in tutto questo…io ancora non so niente da Trento! ARGH

chiara
4 Dicembre 2009

Noto che c’è un “che” di troppo al rigo 12…non me ne vogliate=)!

Pasquale Candela
4 Dicembre 2009

Caro Antonio Sellitto, solo per fare una precisazione sul riferimento, fuori luogo e banale, che hai fatto accostando una performance teatrale ad una performance sanremese, vorrei sottolineare che a sanremo si canta, cosa ben diversa dal recitare, soprattutto se è un pezzo comico, dove il pubblico reagisce e se gli attori sono bravi quel pezzo dura anche una vita.
Concedimelo ma hai fatto un paragone impossibile.
Poi bisogna esser sinceri ed ammettere che il tuo modo di scrivere è impeccabile, a differenza del mio, però nel nostro caso si parla di un concorso per registi e non per scrittori. Sorry.
Spero vivamente invcece che sia davvero l’ultimo intervento di Ludovica che, oltre a dire una marea di cavolate sul teatro con una ironia da far sorridere anche i bambini ( e magari l’avrà fatto per far fare due risate al suo bimbo che finalmente ha fatto bene la cacca &-), ha tirato fuori questa storia tra l’università di Roma, quella di Fisciano, i professori all’altezza o meno, attorini, orticelli ecc.ecc. Ecco nel tuo caso, dopo l’intervento che hai fatto, farei riferimento all’ultima parola, del periodo precedente, prima di “ecc ecc”. Li ti vedrei bene (senza screditare chi lavora nell’orticello…).
Dico solo che queste tue squallide accuse servono ad accendere di piu’ gli animi, quindi evita queste uscite fuori luogo e lascia perdere i blog.
E adesso devo CHIEDERE SCUSA per un mio precedente intervento, dove ho sparato un pò a zero su tutto e tutti, a volte la rabbia fa brutti scherzi, anche se comunque su alcune cose resto della mia opinione.
Un appunto per Roberto, se Vincenzo non ha vinto nemmeno nella scorsa edizione, (e chiedo scusa a Vincenzo per aver pensato male in merito ai rapporti con i giurati), vuol dire che non ha mai presentato grandi lavori di regia…
Invece riguardo al compitino, mi riferivo prettamente alla durata della regia e non alla qualità, se ho lasciato intendere altro me ne scuso.
Intanto, visto il polverone che si è creato, da piccolo imprenditore quale sono, direi di creare il primo reality teatrale, 3 compagnie diverse ci sono, registi pure, scrittori sul blog a go go… che ci manca????
Forza che svoltiamo!!!
Buona vita a tutti voi…
Pasquale Candela

chiara
4 Dicembre 2009

=)

Roberto
4 Dicembre 2009

Caro Pasquale io mi riferivo al fatto che se avessero voluto far vincere Albano l’avrebbero fatto già l’anno scorso se il festival,come avete detto in precedenza,fosse stato “manipolato”. Stessa organizzazione,stessa giuria,fai due più due…Parlando della regia voglio solo precisare che l’Albano ha avuto “l’ardire” di presentarsi al festival con due attrici che vengono da un solo(e dico uno!)anno di laboratorio;i giudizi sono liberi ma chi conosce cosa c’è dietro sa bene come regolarsi!…Tanti saluti.

Sydney
4 Dicembre 2009

Due cose, e mi auguro di non doverci più mettere bocca:

1)’Un appunto per Roberto, se Vincenzo non ha vinto nemmeno nella scorsa edizione, (e chiedo scusa a Vincenzo per aver pensato male in merito ai rapporti con i giurati), vuol dire che non ha mai presentato grandi lavori di regia…’

In questo caso sono io a pensare male, Pasquale. Penso che ti abbiano pagato per fare lo stronzo su questo blog. Quanto ti danno? Vengo anch’io. La disoccupazione dilaga. (Ops! Ho scritto una parolaccia? Mi è scappata! Certo che ci vuole un coraggio a costruire un’affermazione così ossimorica da formulare un’offesa sotto le parvenze di un tentativo di ’scuse’. Anzi no, ci vuole cazzimma e molto tempo a disposizione per coltivare intolleranza gratuita verso gli altri).
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2)’Come se io, giurata di un concorso letterario, mi mettessi a disquisire di un pezzo in gara riferendomi ad un saggio in inglese, originale, di Joyce…confondendo il flusso di coscienza (tecnica che mi pare lui abbia addirittura coniato) con una descrizione realistica! E dicessi invece di Flaubert che la sua Bovary è di stampo espressionista! Ora, se lo pubblicassi, un linguista o un letterato qualsiasi si troverebbe nel pieno diritto di dirmi “OH! ma che cazzo scrivi=)? Ma come fai tu che non sai un bel nulla a recensire i pezzi in gara?ecc. ecc. “…Non pensi?’

Hai senza dubbio ragione su molte cose. L’unica cosa che qui non è chiara è che io nello scrivere l’articolo mi sono spogliata delle vesti di giurata e ho assunto quelle della ‘giornalista’, non della ‘critica’ (non sono una critica teatrale, l’ho già spiegato). In quanto giornalista, ho riportato quanto più imparzialmente mi era possibile quello che ho visto, sentito e capito in quelle serate. L’articolo è stato scritto per un giornale on-line che non è una rivista teatrale, e il suo solo ed unico scopo era informare che il tale festival era avvenuto e che tizio e caio avevano partecipato con i tali lavori ecc. La mia incorrettezza su alcuni punti è stata risolta prima di tutte le polemiche (quando ne ho la possibilità, invio sempre i miei articoli alle persone di cui scrivo, proprio per espormi alle loro critiche e per effettuare correzioni quanto prima possibile).
In quanto giurata, infine, io ho valutato i lavori in base a determinati parametri presenti sulla scheda che non richiedevano necessariamente che io fossi un’enciclopedia ambulante del teatro (originalità, uso degli attori in scena, capacità di mantenere viva l’attenzione… insomma: non ci vuole una laurea!).
E anche se io avessi presentato un mio lavoro ad un concorso di scrittura creativa e tu avessi scritto in un tuo articolo (pubblicato non per una rivista letteraria e non in qualità di giurata) che avevo imitato il flusso di coscienza di Verga… anche in quel caso non meriteresti gli insulti di nessuno. Se tu fossi una critica letteraria, forse… ma non se non lo sei e non ti firmi come tale. E comunque, che sia a teatro, nella letteratura, e ovunque, il rispetto per il mazzo che si fanno gli altri è sempre il primo dei principi.
(Inoltre! Dire il che lo stream of consciousness è una tecnica realista - non realista nel senso strettamente Verghiano- ma nel senso che è un tentativo di spogliare i pensieri dalla sintassi del discorso, non sarebbe inesatto se uscisse dalla bocca di un professore plurilaureato, ma un comune lettore sarebbe subito additato per aver osato un’associazione di idee così spinta. Non c’entra con il mio articolo, ma che una Chiara Becchimanzi debba piacere a priori e sia scandaloso che per un Perotta si usi un’espressione e per la Becchimanzi un’altra -mi riferisco a Valerio- è intellettualmente disonesto. La cultura non sta chiusa in compartimenti stagni accessibili attraverso strade prestabilite. Grazie al cielo).
Io amo molto quello che faccio e ci dò dentro. E non smetterò mai di scandalizzarmi del fatto che persone giovani come me facciano presto a vestirsi di presunzione e a fomentare le inimicizie, quando potrebbero consumare le loro energie a scambiarsi pareri e a coltivare insieme qualcosa di bello e di migliore della merda che già ci circonda.
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Anche noi saremo in scena, per la terza volta, con Io, Alfredo e Valentina, regia di Vincenzo Albano, il 13 dicembre a Roccapiemonte. Recito anch’io. Chiunque voglia giudicare la qualità di questo spettacolo (no, non passare una serata in allegria…) e della regia di Vincenzo, lo venga pure a vedere.

Pasquale Candela
4 Dicembre 2009

Cara Sidney, non capisco perchè ti ha dato così fastidio il mio messaggio, è un dato di fatto!
Se Vincenzo non ha vinto vuol dire che il suo lavoro non è stato all’altezza, così come quello della Becchimanzi o di altri registi che lo scorso anno non si sono aggiudicati il primo posto.
Evidentemente hanno presentato delle regie, dal punto di vista tecnico e attoriale, non sufficienti a superare la prima fase del concorso. Ti pare una cattiveria così gratuita la mia e tanto basta per essere stronzo? Mi fai proprio ridere!!!
Per quanto riguarda le scuse, anche qui hai commesso un altro errore, non erano riferite alle mie passate considerazioni o affermazioni sul lavoro di Vincenzo, ma alle insinuazioni che ho fatto riguardo i rapporti tra lui, l’università di Salerno e la giuria (E PER QUESTO mi scuso ancora).
E concludo sul mio tempo a disposizione e su ” la disoccupazione dilaga”:
tempo ne ho quanto ne voglio perchè faccio un lavoro che mi permette di essere libero per un periodo dell’anno e molto occupato in un altro, ti è capitato il periodo sbagliato…
riguardo alla disoccupazione, se ne hai bisogno tu, mandami curriculum e foto che ti assumo io mia cara.
Spero ci sia anche da parte tua la disponibilità a chiudere definitivamente questo inutile polverone o almeno evitare, e mi riferisco a te, di trascendere con offese futili e personali.
Il buon costume di una scrittrice, giurata e attrice teatrale va tenuto sempre, soprattutto quando si richiede calma e sangue freddo ( e non è il mio caso, perchè non scrivo).
Con affetto e stima, Pasquale Candela.

chiara
4 Dicembre 2009

Ma non esageriamo, nessuno merita gli insulti di nessuno!!! Nessuno deve piacere per forza!!! E nessuno deve essere un’enciclopedia ambulante (figuriamoci se parliamo di stream of consciousness technique o di buffone allegorico=))…e soprattutto…nessuno qui prende soldi, mi pare più che chiaro!!! se avessimo soldi come compagnia, non ci servirebbe tanto il premio del festival territoriale=) però capisco la provocazione sydney, e la prendo per quello che è: una provocazione nei confronti di pasquale. Questo ti invito a fare: RIDIMENSIONARE…Io non mi prendo sul serio, per esmpio so benissimo che il nostro lavoro non piace a un sacco di gente, e sicuramente non deve piacere per forza a nessuno. A me piace però=)!!! E sicuramente le vostre regie e i vostri spettacoli non dovranno essere “giudicati” se non usando il metro del gradimento del pubblico! Io cercavo solo di spiegarti che tutto nasce da un GRANDE EQUIVOCO, cioè dal fatto che chi ti ha così aspramente criticato, leggendo l’articolo di una delle giurate sul sito di una compagnia di teatro, ha semplicemente creduto che tu fossi una critica teatrale!!! E senza chiedere conferma si è lasciato andare ad un impeto, punto !!! io lo so benissimo che tu non hai avuto la presunzione di dichiararti tale, ma ti dico che è l’unico motivo per cui tutta sta polvere si è alzata. quindi chiedo a tutti quelli che si sono sentiti offesi, di RIDIMENSIONARE…e basta!!!e basta co sta guerra dei poveri, davvero!!! Io spero che vada tutto bene per tutti, davvero lo spero, e tra l’altro il vostro ROTA in FESTIVAL mi sembra moooolto interessante (anche se non credo che vi saremmo ben accetti ormai=)); anche noi a Latina stiamo organizzando una cosa del genere, cercando di creare un bel precedente sul territorio…se vi va vi farò sapere.
Ciao a tutti e buona serata!!!

Sydney
5 Dicembre 2009

Pasquale. Ci sarà sicuramente stato un equivoco ma non ti sei posto in un modo da non tirarti da solo le parole che ho usato con te. Quanto alla calma e al sangue freddo, ho l’abitudine di sforzarmi di chiamare le cose con il loro nome (e anche per questo correggo le parole degli articoli quando c’è bisogno).
Chiara. Questa spiacevole situazione, almeno da parte mia, nasce dal fatto che ho cercato di rispondere inizialmente con tutta la diplomazia possibile e di mettere in evidenza le cose come stanno, ma nel frattempo qualcuno si è comportato come se la mia umiltà e la mia diplomazia fossero un incentivo in più a ’sfrocoliare’. Niente di personale: non ce l’ho con nessuno anche perché non vi conosco, ma è veramente il caso di chiudere questa storia.
Quanto al Rota in Festival (colgo l’ironia), le selezioni sono aperte a tutti. Per questo, se ne hai voglia, quando uscirà il bando la prossima estate, invia il tuo materiale con la sicurezza che verrà valutato in base alla qualità e alle esigenze del festival, e non in base agli ‘equivoci’ portati avanti dai tuoi amici su questo sito.
Ci va, comunque, di rimanere in contatto per qualsiasi cosa costruttiva… e desideriamo non ricevere ulteriori commenti, di qualsiasi genere e tipo, su questo post, visto che abbiamo detto e spiegato tutto quello che c’era da dire.

Angelo Perotta
7 Dicembre 2009

Come adesso non commentate piu? proprio ora che si iniziavano a dire cose serie! :)

Dai ragazzi, ho appena letto tutto il casino che si è alimentato (c’avrò messso un paio di giorni? non ricordo :))! non voglio intervenire in merito a nessuna considerazione fatta da parte vostra..anche perchè credo che una cosa scritta può essere interpretata in qualsiasi modo, ognuno ha un suo stile e un suo modo di scrivere, che può essere confuso in base agli stati d’animo del momento, cosi come una regia può piacere e non può piacere!
Mi auguro che questo polverone voli via cosi come si è creato…intanto da Trento non si hanno notizie e chissà se mai ne avremo!
Colgo l’occasione per salutare i colleghi Chiara e Vincenzo, e tutti coloro che hanno scritto (in bene o in male) su questo sito.
E propongo di creare, visto che viviamo in tre parti differenti, una serata, dove potremmo esibirci, dividendoci la serata in parti uguali! in modo tale che facciamo tre serate (una per ogni luogo da cui veniamo)e ampliamo il nostro raggio di conoscenza del pubblico.
se vi interessa l’idea, contattatemi su Face…
un abbraccio a tutti!
Angelo Perotta

Sydney
8 Dicembre 2009

E’ una bellissima idea Angelo! Non so quanto sia fattibile, però.
Io spero che si possa fare!

Pasquale Candela
8 Dicembre 2009

Caro Angelo è davvero una buona idea, si potrebbe organizzare un incontro delle tre compagnie per parlare concretamente di un progetto da sviluppare insieme.

Valentina
9 Dicembre 2009

Cari tutti,
da parte mia e della compagnia teatrale LA RIBALTA un ringraziamento alla organizzazione del festival e un saluto a tutti.

Alla prossima.
Valentina Mustaro

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