4 - III Edizione

VINCITORI - BANDO - Locandina realizzata da Max Celli

Venerdì 31 Ottobre 2008 (Articolo) (Articolo) (FOTO)
Compagnia Teatrale “Costellazione†di Formia (LT)
in DON GIOVANNI da “Don Giovanni†di Molière
Adattamento e Regia di Roberta Costantini

A distinguere questa riduzione dall’originale in maniera immediatamente evidente sono le due scelte registiche di volgere al femminile la figura del protagonista e di trasformare Sganarello in voce registrata, che dialoga col suo “padroneâ€.

Ora, questa voce non è serva, quanto, più appropriatamente, un personaggio alla pari della protagonista alla quale appartiene come doppio, un sé scisso, una coscienza divisa che prende corpo sonoro sulla scena.

I nodi al pettine di Giovanna sono piuttosto imbrogliati, anche per gli slanci del suo avanzato anticonformismo. Sono i nodi del rapporto con Dio, con la morale imperante, con la fugacità dell’amore.

Giovanna è un personaggio eccessivo, che si fa amara beffa dell’ipocrisia dominante, diffusa nei più intimi rapporti tra uomo e donna che si giurano amore sacro; nei più teneri affetti familiari; nelle dinamiche sociali.

La fine la vede impietosamente giudicata, ma non sola fra i corruttori e i corrotti di cui è lei stessa denuncia in prima persona.

La regia si propone in “quadriâ€: giocata su pochi elementi di scena, sostenuti dalla ricerca cromatica dei costumi e dal loro utilizzo presenta un disegno luci incisivo. A sostenersi reciprocamente sono parole e musica. Le scelte musicali non sono in funzione “cosmeticaâ€, ma in chiave emozionale ed esplicativa: non seguono il testo come corredo ma sono esse stesse componenti di un linguaggio che è unitario mentre gli attori agiscono sulla scena, addossando al corpo la responsabilità di tradurre in immagini ciò che la parola non dice. Ma se la scenografia è davvero minimale niente in scena è muto: ogni oggetto, ogni gesto, ogni entità rivela la sua altrimenti inaccessibile esistenza grazie alla sua forza di significare.

COMMENTI DELLA SERATA

nome : Luca
commento : complimenti per la rassegna lo spettacolo è stato bellissimo ! in bocca al lupo

nome : Gloria
commento : Ragazzi complimenti per la rassegna matteteci passione in tutto quello che fate !
Siete Grandi !

nome : Daniela
Commento: Ragazzi siete i migliori ! Bravi !

Nome: Anonimo
commento : bravissimi lo spettacolo è riuscito. Complimenti !!!!

Nome: Anonimo
commento : Ma non posso mettere solo la trama ? Tanto i complimenti li fanno tutti mi distinguo dalla massa. Scherzo . complimenti a noi ! Compagnia stabile per la rassegna e a TuTTi per la “partecipazione “e ” collaborazione”.

nome : Ludovico
Commento : Complimenti per lo spettacolo .

Nome : Anonimo
L ‘ emozione che ho provato ha fatto volare il mio pensiero verso sensazioni già provate che mi hanno danato la felicità e sincerità .


Sabato 08 Novembre 2008 (Articolo) (FOTO)
Compagnia Teatrale “Art in Progress†di Roma
in “Ch@tTiAmo?†di Teresa M. A. Cordaro
Regia di Teresa M. A. Cordaro

Elèna, una ragazza single in cerca di un uomo, ha deciso di conoscere le vere facce di chi in rete si nasconde dietro belle parole ed emoticon divertenti. Si ritroverà così coinvolta nelle situazioni più inverosimili, di fronte a personaggi buffi e grotteschi, maniaci e narcisisti, timidi e violenti, che attraverso le loro entrate e uscite, gli intrecci e i colpi di scena, contribuiranno ad una comicità sia di personaggio che di situazione.

“Chattiamo†è un viaggio attraverso il pittoresco mondo delle chat, con i suoi linguaggi ed i suoi codici; una rappresentazione parodica di coloro che scelgono di relazionarsi tramite un PC, pensando che possa essere un modo alternativo di conoscersi e innamorarsi; un mondo a sé che trascina milioni di persone a vivere amori virtuali, a soddisfare le proprie speranze, a riempirsi di aspettative! Ma nella realtà …. Sarà la stessa cosa??!

COMMENTI DELLA SERATA

Nome : Simona
Commento : E’ stato bellissimo !!!!! Siete Bravissimi !!!!

Nome : Annapia
Commento : è stato un bellisimo spettacolo ed è stato molto divertente.

Nome : LAura
Commento : Mi è piaciuto molto , è stato molto interesante .

Nome : Ciro
Commento : è stato un bellisimo spettacolo !!!!!!! Sono stati tutti bravissimi . saluti di ciro

nome : Davy
Commento : complimenti è stato bellisimo!!! Bravissimi !!!

Nome : anonimo
Commento :Tutto muscoli : Quanto sei bello !!! mi vuoi dare il tuo indirizzo cosi chattiamo un pò. :) siete bravissimi , Tutti !!! Un bacione spero di rivedervi ancora.


Sabato 15 Novembre 2008 (Articolo)
Compagnia Teatrale “Estroteatro†di Trento
in UOMINI SENZA DONNE di Angelo Longoni
Regia di Mirko Corradini

“Uomini senza donne” è una commedia amara e divertente che affronta l’inadeguatezza, la confusione e le incapacità dei trentenni di vivere in modo equilibrato e maturo i sentimenti e l’amore. Si tratta di un problema vissuto tanto da aver contribuito in modo considerevole negli ultimi anni alla trasformazione della composizione sociale del paese.

È la storia di due uomini, una strana coppia buffa e mal assortita, due “creativi”, un pubblicitario e un sassofonista, due scapoli che convivono e che fanno delle donne il loro principale argomento di conversazione. Il pubblicitario è estroverso, bello, aitante, salutista, fortunato con le donne, sicuro di sé, un po’ cinico, pratica il pugilato a livello dilettantistico. Il sassofonista è ombroso, timido, nevrotico, auto ironico, autolesionista, trascurato e con una forte tendenza all’alcolismo. I due convivono temporaneamente nello stesso appartamento, dividendo comicamente una vita mal organizzata, contraddistinta da un continuo e reciproco interrogarsi su tutto ciò che riguarda l’altro sesso. Ma l’amicizia è minata da una profonda immaturità, dall’incapacità quasi fisiologica di essere felici e sereni. Il finale è avvolto da un cinismo disarmante. La paura di essere veramente se stessi e di seguire le loro autentiche emozioni spinge i due amici ad uno scontro finale che li rende impotenti e attoniti di fronte alle proprie debolezze e incapaci di reagire alla meschinità della loro vita affettiva.

COMMENTI DELLA SERATA

Nome:anonimo
Commento: Bravissimi

Nome : Ferrara Mario & Leo Domenica
Commento: Era molto bello ma ci mancava un personaggi femminile la leo

Nome: Aniello Federica Pia
Commento : E’ stato bellisimo ! Complimenti !!!

Nome : lella Ferraro
Commento : mi è piacuto !!!!


Domenica 23 Novembre 2008 (Articolo) (Articolo) (FOTO)
Compagnia “Amnioâ€di Pistoia
in DONNE D’AMORE IN GUERRA di David Spagnesi
Regia di David Spagnesi e Lisa Bellini

I parte: “DIMMI COM’E’ L’AMORE” – Regia di David Spagnesi

Un uomo (Pinci), oramai vecchio e parcheggiato in attesa della morte in un ospizio, percorre a ritroso, attraverso una serie di flashback, la sua storia d’amore con la donna di una vita (Antonella). Le riflessioni sulla condizione attuale di persona ormai sola e che non può aspettarsi più niente dalla vita, si intervallano ai momenti in cui ritornano, forti e nette, le sensazioni e le immagini dell’amore per Antonella. In una specie di viaggio nella memoria, Pinci sfrutta qualsiasi occasione che una realtà oramai piatta gli offre, come fuga, per ritornare a quando ha perso, ha vissuto, ha incontrato, l’amore. Ed i ricordi, spogliati da ogni connotato consolatorio, assumono i tratti di una memoria ancora – e per sempre – viva, con tutte le contraddizioni, le luci e le ombre di un rapporto radicato nel quotidiano, la cui cifra conclusiva non può che essere la condivisione. Ed è proprio l’antitesi, la contraddizione, a far nascere le ironiche e violente invettive di cui si fa portavoce Trimétor, contrappunto dionisiaco alle amare riflessioni di Pinci prima, poi tessitore e mèntore della filigrana preziosa su cui si disegna ogni storia d’amore. E, infine, a collegare le due parti dello spettacolo, nume tutelare di una eterna rivolta contro ogni guerra che proprio dall’amore trae la linfa più pura.

II parte: “LABBRA SERRATE UNA LISISTRATA” – Regia di Lisa Bellini

Riscrittura in chiave popolare della Lisistrata di Aristofane. Le donne si uniscono ancora una volta per dire di no alla guerra e di nuovo usano lo sciopero del sesso con i consorti per convincerli. La loro vittoria sarà la sconfitta della guerra da celebrare con una grande festa con la quale si conclude lo spettacolo. La guerra, ogni guerra, con la sua tragica striscia di dolore ha sempre scelto come bersagli preferiti alcuni gruppi umani e, sopra a tutti gli altri, proprio quelli che da un conflitto non possono che avere disgrazie, lutti, distruzione. Le donne, innanzitutto, obbligate spesso a un ruolo di mere spettatrici della barbarie, di passive contabili della rovina di tutto quel che hanno costruito, di ogni passione, di ogni legame, della propria persona. Oggi, come nella Grecia aristofanea non sono le donne a decidere, la guerra. Oggi, come allora, non sono le donne a combatterla e non sono le donne a creare le condizioni perché nuove guerre costringano l’umanità a fermarsi e piangere. E oggi come allora, saranno le donne a gridare più forte, a far rimanere i bombardieri negli hangar, a far capire, una volta di più, l’idiozia dell’affettare i problemi con la baionetta invece di provare a domarli con le parole. In un piccolo paese di provincia, un gruppo di donne si oppone alla richiesta fatta dal Governo ad ogni amministrazione comunale di aderire alla missione di guerra che si sta combattendo. Si tratta di impedire semplicemente che il Sindaco del Comune dia la propria adesione, ma ben presto la protesta si estende a tutto il paese facendo emergere la realtà di una popolazione che, finalmente strappata dalle immagini hollywoodiane dei tg, si esprime secondo la propria coscienza con una dura opposizione a ogni conflitto. L’ironia sarcastica e feroce, il sacrificio del proprio piacere, la determinazione inamovibile, sono le uniche armi che, sotto i cieli ellenici come sotto quelli di una nazione occidentale appena entrata nel nuovo millennio, mantengono intatta la propria distruttiva efficacia. E, ancora una volta, dopo la battaglia durissima, sarà vittoria senza morti e con grida d’orgasmo che strappa la gola.


Serata di premiazione
Domenica 30 Novembre 2008
(Articolo) (Articolo) (FOTO)
“Compagnia Stabile Città di Mercato San Severinoâ€
in IL SOGNO DI EDGAR dall’ ANTOLOGIA DI SPOON RIVER di Edgar Lee Master
Adattamento e Regia di Marco Elia e Marina Ceruso

Lo spettacolo si ispira, o meglio prende le mosse dall’Antologia di Spoon River, la prima raccolta di poesie di Edgar Lee Master, e dalla lettura che Fabrizio De André fa di alcune di queste poesie, re-interpretandole e riscrivendole nell’album Non al denaro, non all’amore, né al cielo. Il tentativo è quello di inserire lo spettatore nell’ideale rapporto che i due autori hanno avuto con il tema, ad entrambi caro, della morte. La morte non si presenta con i caratteri tipici della fine, della chiusura del tempo materiale del nostro corpo, ma è la completezza che fino a quel momento la vita non aveva, è il senso della vita che si compie nell’istante stesso in cui termina. È la morte sì, ma è una morte che parla di vita, che si rivolge alla vita rivelandole qual è il suo testamento, quale il suo ultimo pensiero, perché allora, e solo allora, si può parlare della vita. I temi trattati, infatti, sono quelli di tutti i giorni: l’amore e l’odio, la ricchezza e la povertà, la saggezza e la follia, la vita e la morte, e con essi bisogna fare i conti tutti i giorni perché “dare un senso alla vita può sfociare in follia/ ma una vita senza senso è la tortura/ dell’inquietudine e del vago desiderio:/ è una nave che desidera il mare ardentemente ma ha pauraâ€.


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