Teatro
Festival Internazionale di Regia Fantasio Piccoli
Sabato, Novembre 28th, 2009 | News, Teatro, Varie | 39 commenti
(Con la partecipazione del nostro Vincenzo Albano…)
Il 24, il 25 e il 26 novembre 2009 il Centro Sociale Marco Biagi di Mercato San Severino ha ospitato un evento di portata internazionale: il Festival Internazionale di Regia Fantasio Piccoli. Sebbene la prima serata sia saltata a causa di un black out in tutto il Comune, nelle due serate successive si è riuscito ugualmente a mostrare il lavoro dei sei registi concorrenti.
Il Festival Internazionale di regia Fantasio Piccoli è organizzato dalle compagnie Gianni Corradini ed EstroTeatro di Trento ed è costituito di 12 festival territoriali in Italia e 3 festival europei, in Germania, in Spagna e in Francia. Il festival territoriale di Mercato San Severino, in cui sono stati selezionati i registi provenienti dalla macroarea di Salerno, è stato organizzato con la collaborazione delle associazioni Interlunium e Compagnia Stabile Città di Mercato San Severino, ed ha avuto come direttore artistico il regista e attore Alfonso Capuano.
Ogni anno il Festival propone ai registi concorrenti un unico testo da rappresentare in soli 18 minuti, lasciando loro la massima libertà : i registi possono tagliare o riscrivere il testo a loro piacimento e sfruttare al massimo la loro fantasia e la loro creatività . Il testo proposto quest’anno è stato Le Baccanti di Euripide. La giuria, composta da giornalisti, esperti di teatro, studenti del DAViMuS, membri della Compagnia Stabile e appassionati di teatro, ha valutato durante le due serate le diverse e originali riscritture del testo e le particolari scelte registiche di ogni concorrente.
Durante la prima serata, il regista Giuseppe De Vita, da Napoli, ha proposto una versione poliziesca della tragedia, ispirandosi a fatti di cronaca avvenuti nel napoletano, e inserendo nella scenografia un proiettore che gli ha permesso di sfruttare il video per raccontare i flash-back e per allargare idealmente lo spazio scenico. Il secondo concorrente, Angelo Perotta da Frattaminore, ha proposto una interessante riscrittura del testo, facendone una parodia che lo stesso regista ha inserito nella tradizione dello spettacolo comico nello stile di Massimo Troisi: attraverso le sue gag e il visibile affiatamento dei tre attori in scena, Angelo Perotta ha capovolto la tragedia trasformandola in commedia e mostrandone il significato attraverso una velata ironia, quella del riso che allo stesso tempo invita a riflettere, non soltanto sui contenuti, ma sull’importanza stessa che viene comunemente data al testo. L’ultimo concorrente della serata è stato Vincenzo Albano da Mercato San Severino, allievo del corso di Laurea DAViMuS presso l’Università degli Studi di Salerno, che ha portato in scena, con la partecipazione di due sole attrici, allieve della scuola di teatro comunale Jacques Copeau, una sintesi del quinto episodio della tragedia, cercando di reimmergere il testo nel suo ‘habitat naturale’, attraverso l’uso di musiche provenienti dal mondo greco e rimanendo fedele al testo originale.
La seconda serata ha visto in scena come primo concorrente Vincenzo Maria Lettica, da Napoli, con il gruppo Libero Teatro Vivo, che ha interpretato Dioniso come un regista (lui stesso) che controlla la vita dei personaggi sulla scena attraverso lo spostamento di un fascio di luce. Eliminando buona parte dei dialoghi e lasciando spazio soltanto ai gemiti di Agave durante il parto, al riso di Penteo e al pianto di Cadmo, Vincenzo Maria Lettica ha cercato di mettere in evidenza il concetto di ‘cattività ’ che ha ritrovato nel testo delle Baccanti, e l’idea del matricidio. Il quarto concorrente, Valentina Mustaro da Salerno, con il gruppo La Ribalta, ha puntato molto sulla coreografia e sull’uso delle musiche, cercando di mettere in evidenza i temi del travestimento, dell’apollineo e del dionisiaco in contrasto, e il tema della follia. Per ultimo si è esibito il gruppo I Faticattori, con la regia di Chiara Becchimanzi da Latina, che ha inserito la tragedia di Euripide nella cornice di una satira grottesca, in cui un gruppo di buffoni, aiutati da un nano (Dioniso, il despota della situazione), mette in scena e ‘sfotte’ il testo delle Baccanti, sollevando la questione dell’ironia nel testo di Euripide e della satira nei confronti delle forme di potere, anche attraverso la tragedia. La morte di Penteo, in questa interpretazione, viene vista come quella di un capro espiatorio, la cui fine è necessaria alla sopravvivenza di un determinato stato di cose: come per chiudere il cerchio, alla fine della rappresentazione i buffoni ricominciano a raccontare la stessa storia e, non potendo far rifare Penteo alla stessa persona, cercano una vittima da sacrificare tra il pubblico.
Le informazioni sui vincitori di questa sezione territoriale del festival saranno disponibili prossimamente sul sito www.festivalregia.it. La selezione finale si terrà a Trento l’11, il 12 e il 13 dicembre.
Io, Alfredo e Valentina
Domenica, Novembre 8th, 2009 | Cinema, Rota in Festival | Nessun commento
La Compagnia Stabile Città di Mercato San Severino ha messo in scena per l’ultima serata del Rota in Festival un testo di Oreste de Santis, che con il suo gioco di equivoci e colpi di scena si inscrive a pieno titolo nel filone della commedia napoletana. Lo spettacolo vede come protagonista Federico, scapolo convinto, tormentato dalla sorella Maria che vuole vederlo a tutti i costi con la fede al dito. Maria lo crede gay, convinzione rafforzata dal fatto che l’amico Alfredo vada sempre più spesso a trovarlo nel suo appartamento. In realtà Federico si sorbisce le lamentele di Alfredo sulla sua situazione sentimentale: è infatti infelicemente sposato con Fiammetta e follemente innamorato della prostituta Valentina. Per dare sollievo alle sue pene, Federico si fa convincere dall’ amico ad invitare la donna a casa sua, ma nel frattempo arriva Fiammetta, la quale sospetta che il marito abbia un’ amante. E’ facile immaginare a questo punto i qui pro quo che si creano con il continuo via vai dei personaggi che entrano, escono, si nascondono nel bagno o nello sgabuzzino dell’appartamento di Federico, finché non si ritroveranno tutti in scena a fare i conti con la verità .
Il testo forse un po’ debole della commedia viene riscattato dall’interpretazione assolutamente convincente degli attori, Vincenzo Albano, Marina Ceruso, Roberto Giannattasio, Renata Rodio, Ludovico Russo e Sydney Vicidomini.
I due ruoli femminili risultano senz’altro i più riusciti: quello di Valentina, tutta sospiri e smancerie, e quello dell’ arrabbiata moglie tradita, Fiammetta, che in un impeto di sensualità non esita ad improvvisare uno spogliarello davanti a Federico pur di vendicarsi dell’ indifferenza del marito.
Retta da un ritmo sapientemente scandito e dalla regia sicura, nonostante la giovane età , di Vincenzo Albano, “Io, Alfredo e Valentina†ci regala momenti di genuina comicità e trovate esilaranti come il motivetto “ O core mio fa bum bum†cantata da Maria ricordando un vecchio amore e le ampollose amenità di suo figlio, l’ aspirante poeta Peppino.
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Grazia D’Arienzo
Serata di premiazione
Giovedì, Ottobre 29th, 2009 | News, Rota in Festival | Nessun commento
La Compagnia Stabile conclude il Rota in Festival
Venerdì, 30 ottobre 2009 alle ore 20:30, avrà inizio la serata di premiazione della IV edizione del Rota in Festival – festival della nuova drammaturgia e dei gruppi teatrali emergenti. Durante la serata si esibirà fuori concorso la Compagnia Stabile Città di Mercato San Severino nello spettacolo Io, Alfredo e Valentina di O. De Santis, per la regia di Vincenzo Albano, ex allievo della scuola di teatro comunale Jacques Copeau diretta dall’attore Alfonso Capuano. Lo spettacolo vedrà in scena, oltre a Vincenzo Albano, altri ex allievi della scuola di teatro comunale e membri della Compagnia: Renata Rodio, Roberto Giannattasio, Sydney Vicidomini, Marina Ceruso e Ludovico Russo.
Durante la serata verrà premiata la compagnia vincitrice del Rota in Festival di quest’anno e verranno conferiti gli altri premi. Si vedrà , dunque, quali tra le tre compagnie finaliste (‘Ma chi m’’o ffa fà ’ da Giugliano in Campania, Tedacà da Torino e Lalage Teatro da Bologna) si sono aggiudicate i premi DAViMuS, miglior attore, miglior attrice e miglior regia. Per aumentare la suspense, preferiamo non svelare in questo comunicato l’esito della competizione e lasciare l’effetto sorpresa. Vi aspettiamo numerosi!
Ulteriori informazioni sono reperibili sul sito www.compagniastabile.it.
Sydney Vicidomini
Ufficio Stampa
Associazione Compagnia Stabile Città di Mercato San Severino
Selezione Innaturale
Lunedì, Ottobre 26th, 2009 | News, Rota in Festival | Nessun commento
Da Bologna, Lalage Teatro al Rota in Festival
La serata del 24 ottobre 2009 ha visto in scena l’ultima compagnia in concorso per la IV edizione del Rota in Festival, l’Associazione Lalage Teatro da Bologna nello spettacolo Selezione Innaturale. Lo spettacolo, scritto e diretto da Piero Ponti Sgargi, è un colloquio di lavoro surreale ispirato da una conversazione con il filosofo Ermanno Bencivenga e dalla lettura del saggio di Jeremy Rifkin La fine del lavoro – il declino della forza lavoro globale e l’avvento dell’era postmercato.
I due unici attori, Micaela Piccinini e Lorenzo Bonaiuti, interpretano rispettivamente la responsabile delle risorse umane, calcolatrice, fredda e crudele, e l’intervistato, un uomo dalla personalità ‘molle’, incapace di sposare le politiche aziendali facendo della propria vita personale e di quella lavorativa una cosa sola. Una scenografia essenziale (una tela sulla quale la responsabile delle risorse umane tesse metaforicamente la vita dell’intervistato e un tavolino da tè) e un testo lineare, per raccontare il complicato panorama del lavoro e delle scelte di vita che esso comporta.
Per capirne di più, abbiamo intervistato gli attori.
Micaela, com’è stato fare la parte della cattiva e, Lorenzo, com’è stato fare il suo alter ego, la persona ‘molle’?
Micaela: All’inizio non era per niente facile. Facevo la cattiva in modo stereotipato e mi ci è voluto un po’ per entrare veramente nel personaggio ed andare oltre il cliché. Non mi interessava fornire una caricatura, ma trovare un filo di verità , soprattutto nella dinamica del dialogo.
Lorenzo: in realtà più che di entrare nel personaggio, si può parlare di un percorso in cui abbiamo inizialmente studiato a fondo il testo per comprendere bene le dinamiche che vi erano sottese. Da questa analisi che vedeva la scena come un ring, una partita a scacchi, abbiamo individuato dentro di noi le corde giuste da pizzicare. A quel punto più che una grande introspezione psicologica è stato necessario creare una griglia di azioni e reazioni. Un procedimento oggettivo, quasi di straniamento. Per esempio, quando guardi una danzatrice, tu puoi vedere una farfalla, ma lei costruisce una partitura di gesti ed azioni oggettivi, fisici e concreti in relazione con lo spazio ed il tempo.
Quanto c’è di reale nella storia che avete raccontato? Quanto vi ci ritrovate?
Lorenzo: Se non ricordo male quando uscì il fu Mattia Pascal i critici accusarono Pirandello di aver scritto una storia troppo fantasiosa. Allora lui mostrò un articolo di giornale in cui si narrava un fatto del tutto analogo avvenuto qualche tempo prima. La realtà superava la fantasia. Così è per le vicende dello spettacolo che sono state cucite da Piero a partire da testimonianze reali e dall’incontro-dialogo con il filosofo Ermanno Bencivenga attorno al suo libro “Manifesto per un mondo senza lavoroâ€. Ecco che i toni grotteschi prendono un colore tragicamente reale.
Micaela: già , reale e contemporaneo. L’interrogativo non è se e quanto ci possiamo ritrovare nel testo, ma quale forma dare per trovare un equilibrio tra fare una creazione artistica e veicolare un messaggio sociale.
Qual è la genesi di questo spettacolo?
Lorenzo: Nell’associazione, normalmente sono io ad occuparmi delle regie. Quando, dopo alcuni anni fuori, siamo tornati a Bologna, Piero, con il quale avevo già lavorato in passato e che frequentavamo essendo sempre rimasti amici, si è presentato con questo testo e ci ha chiesto di metterlo in scena lavorando con la sua regia. In quel momento, per una serie di vicissitudini, lui non aveva più un teatro, ma manteneva molto viva e forte la voglia di creare e noi abbiamo accolto la sua proposta molto volentieri. Così abbiamo incominciato a lavorare insieme.
Quante delle trovate dello spettacolo (tipo il tè, o la matassa che si dipana) sono vostre e quante sono di Piero?
Micaela: Quando abbiamo cominciato a lavorare la prima cosa che ci siamo detti è stata che nello spettacolo dovevano confluire le idee di tutti e sin da subito abbiamo creato una bella sinergia. Le idee ce le siamo rimpallate a vicenda: Piero condivideva con noi il quadro e lanciava suggestioni che, alla prova successiva, trovava sviluppate in proposte. A partire da questo stimolante confronto lui ha condotto il lavoro. Non ricordo se l’idea del tè è partita da me o dagli altri, ma l’ho subito condivisa, me ne sono presa la responsabilità , ho studiato e l’ho fatta mia e così è stato per il resto.
Sydney Vicidomini
Ufficio Stampa
Associazione Compagnia Stabile Città di Mercato San Severino
Quarta serata del Rota in Festival
Mercoledì, Ottobre 21st, 2009 | News, Rota in Festival | Nessun commento
A Mercato San Severino l’associazione Lalage Teatro di Bologna
L’Associazione Compagnia Stabile Città di Mercato San Severino annuncia che l’ultimo spettacolo in concorso per la quarta edizione del Rota in Festival- festival della nuova drammaturgia e dei gruppi teatrali emergenti, vedrà in scena l’Associazione Lalage Teatro di Bologna. Lo spettacolo, dal titolo Selezione Innaturale, avrà luogo sabato 24 ottobre alle ore 20:30 presso il Centro Sociale Marco Biagi di Mercato San Severino. L’ingresso sarà gratuito come per il resto delle serate.
Selezione Innaturale è un colloquio di lavoro dai toni surreali in cui l’intervistato diventa vittima del responsabile delle risorse umane, e allo stesso tempo carnefice. Lo spettacolo, ispirato dal confronto con il filosofo Ermanno Bencivenga e dalla lettura del saggio La fine del lavoro – il declino della forza lavoro globale e l’avvento dell’era post-mercato di Jeremy Rifkin, si propone di mettere in discussione il senso stesso del lavoro nella nostra società .
La Compagnia ricorda, inoltre, che alla serata del 24 ottobre seguirà la serata di premiazione del 30 ottobre, durante la quale saranno conferiti i vari premi e si esibirà la Compagnia Stabile Città di Mercato San Severino nella commedia brillante Io, Alfredo e Valentina di Oreste de Santis, per la regia di Vincenzo Albano.
Ulteriori informazioni sul festival sono disponibili sul sito www.compagniastabile.it e il video promozionale di Selezione Innaturale, realizzato da Tommaso Ceruso, è disponibile al link http://www.youtube.com/watch?v=FELymPxFlfs.
Vi aspettiamo numerosi.
Sydney Vicidomini
Ufficio Stampa
Associazione Compagnia Stabile Città di Mercato San Severino
Trailer
GranDe successo di “D”
Domenica, Ottobre 18th, 2009 | News, Rota in Festival | Nessun commento
Tedacà alla terza serata del Rota in Festival
Lo spettacolo “D - ovvero la figura della donna nell’Italia del ‘900″, messo in scena il 17 ottobre 2009 nell’ambito del Rota in Festival, ha riscosso un grande successo. Nonostante alcune titubanze della Compagnia, che temeva una mancanza di interesse nei confronti delle tematiche trattate dallo spettacolo, il pubblico è rimasto catturato dalla magia di una regia che è riuscita a raccontare un documentario senza mai annoiare e senza lasciare assolutamente nulla al caso. La bravura delle attrici, l’essenzialità della scenografia, l’immediatezza del testo e la grande creatività del regista, Simone Schinocca, sono la combinazione vincente che ha fatto di “D” uno spettacolo non soltanto originale ed attualissimo, ma dotato di quell’immediatezza e di quella curata semplicità che riesce a comunicare lasciando allo spettatore tanto spazio per continuare a immaginare, che riesce a dire senza necessariamente rivelare tutto.
Hanno affascinato il pubblico la trovata delle palline luccicanti che rotolavano frenetiche sul palcoscenico, il corteggiamento a colpi di palloncini ad elio, il simbolismo del vestito tagliato per rievocare lo stupro, le musiche, i giochi di luci, i canti e, soprattutto, il fatto che le tre attrici facessero da coro, incarnando la vera essenza della femminilità attraverso la storia del ‘900 italiano.
Per raccontare “D” come non sarebbe in grado di raccontarlo chi l’ha visto e basta, abbiamo intervistato Simone Schinocca e le sue attrici.
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Dopo aver visto il DVD, avevo voglia di fare tante domande, ma adesso che ho visto lo spettacolo non so cosa dire, quindi… una domanda a piacere! Cos’è “D”? Come nasce e cosa significa per voi?
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Simone: Era tanto tempo che io pensavo di scrivere uno spettacolo sulla figura della donna. Le mie intenzioni si combinarono con l’opportunità di partecipare alla Biennale Democrazia di Torino, che collaborò alla realizzazione di questo progetto. “D” ci è costato tanto lavoro: non soltanto a me, ma alle ragazze, che hanno dovuto guardarsi dentro e riscoprire la loro femminilità e che, facendo questo, mi hanno aiutato tanto. Scrivere questo spettacolo ha richiesto molte ricerche non soltanto da parte mia: le ragazze hanno collaborato molto. Per esempio, quando parlammo delle gelsominaie, Celeste tornò il giorno dopo con una ricerca fatta su internet su cosa significasse essere una gelsominaia: è così che è nato il suo monologo. Ognuna delle ragazze non è stata soltanto attrice, ma anche ricercatrice. In più, ci ha aiutato tanto il fatto che noi lavoriamo insieme da tanti anni e quindi il nostro non era un semplice rapporto “regista-attore”, ma un rapporto in cui erano anche loro a darmi delle idee e tutti lavoravamo in simbiosi.
Quanto avete viaggiato con “D”?
Simone: “D” è stato in Liguria un paio di volte, ma non era mai venuto tanto a sud. Quando abbiamo saputo di essere stati scelti in provincia di Salerno, siamo stati contentissimi. Mia madre, infatti, è di origini salernitane e anche alcune delle ragazze sono originarie del sud Italia. Venire a sud ha significato per noi ritornare un po’ alle origini, scoprire il mondo dei nostri genitori. Crediamo molto in questo spettacolo e pensiamo che debba viaggiare: ci auguriamo che arrivi anche più a sud di così! Adesso siamo all’opera con un altro spettacolo che nasce come sviluppo della ’scena del treno’ in “D”: si intitola Strani-Eri e racconta la storia di coloro che partivano dal sud per andare a Torino negli anni ‘60.
Qual è il vostro percorso? Riuscite a vivere di solo teatro?
Simone: Siamo tutti giovanissimi: abbiamo in media 25 anni. La nostra associazione gestisce un teatro realizzato in una ex fabbrica di mutande. Sia io che Silvia siamo dipendenti dell’associazione. Valentina e Celeste, invece, si sono diplomate rispettivamente alla SAT e al teatro stabile di Torino e, seppur con qualche fatica, stanno cercando di rendere questo lavoro la loro unica professione.
L’intervista con i ragazzi di Tedacà ha avuto un seguito. E’ diventata una vera e propria conversazione tra amici, uno scambio di idee e di consigli e, soprattutto, un augurio a rimanere in contatto, nel vero spirito che ha dato il vita al Rota in Festival: il bisogno di comunicare e di comunicarsi, la passione per il teatro e la voglia di costruire insieme qualcosa di bello.
Sydney Vicidomini
Ufficio stampa
Associazione Compagnia Stabile Città di Mercato San Severino
“D†alla terza serata del Rota in Festival
Martedì, Ottobre 13th, 2009 | News, Rota in Festival | Nessun commento
Da Torino, Simone Schinocca e la compagnia TedacÃ
L’Associazione Compagnia Stabile Città di Mercato San Severino, lieta della numerosa e attiva partecipazione di spettatori di tutte le età , annuncia che lo spettacolo messo in scena durante la terza serata del Rota in Festival, il 17 ottobre 2009 alle 20:30, sarà “D†– ovvero la figura della donna nell’Italia del ‘900, scritto e diretto da Simone Schinocca per l’associazione culturale Tedacà di Torino.
Questo ‘spettacolo-documentario’ ripercorre la storia del ‘900 italiano attraverso uno sguardo unicamente femminile, analizzandone le problematiche relative al lavoro, alla famiglia, alla posizione nei confronti della legge, alle lotte per una maggiore indipendenza. Mettendo insieme l’intero mondo culturale femminile del secolo appena trascorso, “D†sfata i luoghi comuni sulle donne italiane e sull’immagine che spesso viene loro attribuita nei media ufficiali. Attraverso un racconto in cui si alternano momenti drammatici e momenti di grande ilarità , le tre attrici di “D†mettono in scena il sentimento comune di quelle donne che, nate in un contesto in cui è garantita loro una maggiore libertà che alle loro nonne, devono fare i conti con il senso di responsabilità che questa libertà comporta.
L’ingresso allo spettacolo sarà gratuito come per il resto del Festival. Il video promozionale realizzato da Tommaso Ceruso è disponibile su youtube all’indirizzo http://www.youtube.com/watch?v=95auwbE5FKU. Ulteriori informazioni sono reperibili sull’evento di Facebook “D†e sul sito della Compagnia Stabile www.compagniastabile.it.
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Sydney Vicidomini
ufficio stampa
Associazione Compagnia Stabile Città di Mercato San Severino
17/10/2009 Rota In Festival III SERATA
Martedì, Ottobre 13th, 2009 | Attori, Cinema, News, Rota in Festival | Nessun commento
Associazione Culturale Tedacà - Torino
in D (ovvero la figura della donna nell’Italia del ‘900)
di S. Schinocca - regia di Simone Schinocca
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Non si può mai sapere al Rota in Festival
Lunedì, Ottobre 12th, 2009 | News, Rota in Festival | Nessun commento
Successo della compagnia ‘Ma chi m’ ‘o ffa fa’
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Lo spettacolo di sabato 10 ottobre dal titolo Non si può mai sapere, in cui si è esibita la compagnia Giuglianese ‘Ma chi m’ ‘o ffa fa’, ha riscosso un grande successo tra gli spettatori, nonostante alcuni piccoli disguidi tecnici durante il secondo atto, che non hanno assolutamente sminuito il valore della compagnia.
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Lo spettacolo, scritto da Luciano Medusa e diretto da Ciro Cirillo e Alfredo Scarpato, che si sono esibiti anche in quanto protagonisti (rispettivamente il professore e il commissario), è un giallo psicologico che, come hanno dichiarato i registi nella nostra intervista, mette alla prova l’attenzione dello spettatore spostandola da un lato all’altro della scena e inducendolo, alla conclusione dello spettacolo, a domandarsi quanta finzione ci fosse all’interno della finzione stessa. E’ stato dunque il professore a stuprare la ragazza? La ragazza ha mentito? Siamo davvero ciò che appariamo e ciò che diciamo di essere? Il semplice gesto del professore, che nell’ultima scena accende una sigaretta dopo aver dichiarato numerose volte di non fumare, stravolge tutte le conclusioni alle quali lo spettatore è potuto giungere immedesimandosi in uno spettacolo che ha portato in scena il genere poliziesco, alternando ad un’atmosfera abbastanza seriosa e tesa momenti di grande ironia e comicità .
Alla fine dello spettacolo, abbiamo intervistato i registi Alfredo Scarpato e Ciro Cirillo.
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Come mai avete presentato proprio questo testo al Rota in Festival?
Innanzitutto perché è un bel testo, molto complesso e che suggerisce molteplici interpretazioni. Poi perché è attuale, perché parla di cose che succedono realmente e quindi induce gli spettatori a riflettere sulla realtà che li circonda. Di solito la gente viene a teatro soltanto per passare qualche ora di spensieratezza e questo non giova molto al successo di questo spettacolo. E’ per questo che abbiamo cercato di lavorare molto sui momenti comici, in cui si sdrammatizzava il tema principale del testo cercando di ‘alleggerirlo’.
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Avete appena detto che spesso la gente viene a teatro soltanto per ridere, per stare in allegria. Quanto pensate che sia importante, invece, proporre al pubblico qualcosa di diverso dalla solita commedia brillante?
Diciamo che è importante al 50%. Questo è anche uno dei motivi per cui, come dicevamo, abbiamo lavorato molto sui momenti comici del testo. E’ importante perché di cretinate se ne vedono già abbastanza in TV e perché il teatro è un grande momento di comunicazione e di crescita, in cui c’è molta più vicinanza tra chi è sul palcoscenico e chi assiste alla messa in scena. Allo stesso tempo, non bisogna mai dimenticare che il pubblico è abituato a ritmi diversi nel proprio vissuto quotidiano, e non sempre vuole fare introspezione attraverso gli spettacoli che viene a vedere: è per questo che è molto importante spezzare e far arrivare certi messaggi profondi con un sorriso.
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Qual è stata la più grande difficoltà nel coordinare tutti questi attori di età e con esperienze diverse?
Proprio per via delle diverse esperienze non è stato facile. Chi è più anziano riesce a gestire con più facilità gli imprevisti in scena, mentre chi è più giovane tende spesso ad andare nel panico appena qualcosa non riga dritto. Nel nostro spettacolo giocavano un ruolo molto importante la musica e le luci: ci aiutano a creare l’atmosfera, accompagnano spesso gli attori nei loro monologhi e quindi fanno un po’ da dodicesimo personaggio.
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Sydney Vicidomini
Ufficio stampa
Associazione Compagnia Stabile Città di Mercato San Severino
3,2,1… via!
Mercoledì, Settembre 30th, 2009 | News, Rota in Festival | Nessun commento
A seguito della conferenza stampa tenutasi presso il comune di Mercato San Severino il 30 settembre 2009 alle 10:30, che ha visto la partecipazione di diversi giornali e reti televisive locali, la Compagnia Stabile città di Mercato San Severino ricorda che venerdì 2 ottobre alle 20:30, presso il Centro Sociale Marco Biagi di Mercato San Severino, avrà inizio la IV edizione del Rota in Festival – festival della nuova drammaturgia e dei gruppi teatrali emergenti.
Durante la serata di apertura di venerdì 2 ottobre l’associazione Interlunium si esibirà nello spettacolo Pericoli e Magie, un collage costituito da quattro atti unici di Eduardo de Filippo, con la regia del maestro della scuola di teatro comunale Jacques Copeau, l’attore e regista Alfonso Capuano. Nel corso della serata, inoltre, verranno presentati il festival, le novità di quest’anno e le due giurie: la giuria già esistente, composta da membri dell’amministrazione comunale, esperti del teatro ed esponenti del mondo culturale del territorio sanseverinese, e la giuria DAViMuS di recente formazione, composta da alcuni studenti dell’Università degli Studi di Salerno.
Come durante il resto della rassegna, l’ingresso sarà gratuito e, in occasione della presentazione della IV edizione, sarà offerto un rinfresco.
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Conferenza Stampa Parte 1/2
Conferenza Stampa Parte 2/2
30/09/2009
Sydney Vicidomini
Ufficio stampa
Associazione Compagnia Stabile Città di Mercato San Severino


